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Aborto
/a·bòr·to/
sostantivo maschile
Nella donna, interruzione, spontanea o provocata, della gravidanza prima del 180° giorno.
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Non c'è niente di più bello, nella natura, che dare alla luce ad una creatura, creare la vita.
È questo ciò che le donne sono in grado di creare.
Già, "creare", perché, questo processo, è paragonabile al momento di creazione di un opera d'arte. Infatti, gli artisti, dal grande Michelangelo a Picasso, hanno sempre "partorito" le loro opere, facendole "crescere" come fossero dei propri figli.
Ma, non c'è cosa più terribile quando quest'opera d'arte viene perduta. Quando scompare in un battito di ciglia.
Si ci sente persi e il proprio orologio della vita pare fermarsi.
Si desidera morire, perché il dolore avvolge tutto il corpo e non lo si sopporta.
Ci si odia nel profondo.
Selene ha provato la stessa cosa.
Pronta a diventare madre per la seconda volta, la sua vita, con suo marito Brian e la loro bambina Christelle, non può che essere più bella, più perfetta.
Purtroppo quella felicità non dura molto.
È pieno autunno, e, ormai, manca davvero poco alla prossima visita ginecologica, fissata per la fine del mese, ma accade l'impensabile.
Il suo bambino non c'è più.
Andato.
Via.
Sparito.
E, con esso, anche tutti i progetti e le fantasie che lei e Brian si divertivano a pensare prima di andare a dormire.
Tutto le pare perdere senso, ma non sa che bisogna portare in due quella enorme croce.