Elenco di lettura di mexicocityblues
3 stories
Yesterday by MashedPotatoYeah
MashedPotatoYeah
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*CONTINUA SU MashedPotatoY* Giugno 1959. I Quarry Men sono distanti, bloccati e senza un batterista. La chitarra di George suona per "Les Stewart Quartet". Le mani di John si scontrano con i nasi della gente o gesticolano sopra i boccali di birra ai tavoli dello Ye Cracke. Le corde e la penna di Paul? Le solite sognatrici che non si arrendono mai. *Seguo le vicende reali che hanno portato i Quarry Men a diventare i famosissimi Beatles*
𝐁𝐥𝐨𝐰𝐢𝐧𝐠 𝐈𝐧 𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐢𝐧𝐝 by metaphysika
metaphysika
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Ma il vento? È nel vento, la risposta, cazzo! Nell'aria torrida, nelle distese di terra rossa, nei polveroni alzati da libellule e calabroni d'acciaio. Sta pure negli M-16 e nel loro Lock and Load, nelle granate, nei tocchi di tamburi e nell'arcigno viso della ventitreesima Divisione di Fanteria. È nelle mani dell'uomo, la risposta. Nelle mani di chi è assente davanti alla realtà, di chi è accecato da menzogne, false promesse ed orgoglio. Perché, alla fine, è proprio l'uomo il carnefice di se stesso. Copyright © 2018 metaphysika / E' assolutamente vietata ogni riproduzione, anche parziale, di quest'opera.
𝑳𝒖𝒄𝒚 𝒊𝒏 𝒕𝒉𝒆 𝒔𝒌𝒚 𝒘𝒊𝒕𝒉 𝒅𝒊𝒂𝒎��𝒐𝒏𝒅𝒔 by terrapiattista
terrapiattista
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Sono gli anni '60 del XX secolo. Sono al mio solito tavolo al "The Cavern Club", il primo tavolo sulla sinistra, quello vicino al jukebox, con me c'è la mia solita combriccola di amici, siamo tutti ragazzi giovani, dai 18 ai 21 anni, e ci riuniamo ogni sabato a quel tavolo. Il pub è molto noto per la musica dal vivo che propone, consco bene le band locali che fanno spettacolo nel club, ma quel 21 febbraio1961, dei nuovi volti entrarono in scena. Erano 4 ragazzi, che già conoscevo, almeno di viso, dato che abitavano nella mia città, Liverpool, una piccola e grigia cittadina portuale, un piccolo punto insignificante sulla cartina dell'Inghilterra. Quando un ragazzino minuto, molto alto, con un naso sottile e ricurvo, un taglio di capelli piuttosto strano e due lunghe basette, prese con mano tremolante il microfono e disse <<ciao a tutti! Io sono John Lennon, lui è Paul McCartney, George Harrison e Pete Best, ed insieme siamo i The Beatles.>> con quelle normalissime e poche parole, capii già che quei quattro ragazzetti, appena tornati da Amburgo, avrebbero ribaltato il mondo.