_blacklake
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«[...] non c'è certezza nella tua voce, altresì nelle parole di tutte quelle creature e razze che abitano nei mondi che io stesso ho creato. Non esiste nessuna leggenda, ma solo una irreversibile verità.»
Da tempo immemore, una leggenda si tramanda tra gli uomini. Un mito, la cui storia freme fra le labbra di chi la racconta, seppur le sue origini siano ignote e nessuno conosca l'uomo che per primo ne pronunciò le parole. Eppure, il racconto perdura nel tempo, supera i confini, attraversa oceani interi, giunge in ogni dove senza che nulla di esso muti con lo scorrere degli anni.
"Quando del cosmo non vi era nulla, l'Ápeiron, artefice di tutto l'universo, plasmò ogni mondo e vi infuse gli elementi necessari alla vita. Per unire le sue creazioni, lasciò disseminati nel creato misteriosi portali in grado di collegare un pianeta all'altro in un istante.
I millenni trascorsero e quei varchi caddero nell'oblio, finché un giorno si destarono dal loro lungo sonno, tornando ad aprire le antiche rotte tra i mondi. Si narra che colui che riuscirà ad attraversarli e giungere al cospetto dell'Ápeiron, vedrà esaudito un desiderio, come ricompensa per il suo coraggio e la sua volontà."
Un giovane ne udì la voce.
Tiepidi parole destarono il suo animo, e quella speranza che pareva ormai affievolita nel cuore, riprese ad ardere. Lingue cremisi gli scaldarono il petto e, deciso a spezzare il cammino che gli era stato imposto, fuggì sotto il manto della notte alla ricerca del portale.
Atys sarebbe giunto al cospetto dell'artefice, e lì avrebbe visto compiersi il suo più grande desiderio: essere accettato per ciò che era davvero.
[Questa storia è in corso di scrittura; i capitoli ufficiali verranno pubblicati progressivamente]