RitaGriggio
Sofia e Enea sono migliori amici da quando hanno 6 anni. Hanno fatto tutto insieme: le elementari, le medie, il primo bacio dato ad altri per poi raccontarselo. Tutti pensano che stiano già insieme. Tutti tranne loro due.
Sofia ha una scatola di legno sotto al letto. Dentro ci sono 47 lettere. Tutte per Enea. Tutte iniziate con "Ti amo" e mai consegnate.
Enea ha un foglio in mano. È di due settimane fa. C'è scritto che ha un tumore al cervello. Aggressivo. Inoperabile. Gli danno sei mesi, forse otto. Lui lo dice solo a sua madre. A nessun altro. Soprattutto non a Sofia.
Perché Enea non vuole passare i suoi ultimi mesi a essere "il ragazzo malato". Vuole essere ancora Enea.
Così inventa una cosa: una lista. 10 cose stupide, assurde, bellissime da fare prima di laurearsi. Vedere l'alba dal tetto dell'università. Rubare un girasole da un campo. Andare al mare a novembre sotto la pioggia. Ballare in mezzo a una stazione.
Chiede a Sofia di farla con lui. "Facciamola insieme, prima che diventiamo grandi davvero".
E lei dice sì, perché per lei ogni minuto con lui vale.
Quello che Sofia non sa è che ogni punto della lista è un modo per Enea di dirle addio. E ogni sera, dopo aver fatto un punto della lista, Enea scrive una lettera a Sofia. Lettere che lei dovrà aprire solo quando lui non ci sarà più.
Quello che Enea non sa è che Sofia sta soffrendo anche lei, perché lo vede più dolce, più presente, più innamorato che mai, e pensa che finalmente lui provi qualcosa per lei, proprio ora che sta per perderlo.