Canto Leggero (Anemos Eirene)

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Feb 23, 2017
Lo scrivere sulla propria terra, il Salento caratterizza l'armonia che cerca di ritrovare l'autore in questo libro. In ogni singola pagina dunque si tenta di esplorare nuovi orizzonti, ed altri profili di maschere sconosciute e di facce familiari. Si parla di sfuggevolezza di questa società collocata all'interno di emozioni troppo spesso fragili, tradite, incomprese, ed intagibili in contrasto con l'amore che si prova per l'unico punto di partenza e di arrivo, che si ritrova verso il confine segnato dall'orizzonte del mare e del sole che da lì ogni giorno si sveglia. Di certo si può dire che non è solo un amore malinconico, ma è come se da queste poesia vi fosse il richiamo della Madre (Terra) verso i suoi figli spesso smarriti e confusi dalla liquidità di questo Mondo che non si riesce a trattenere e mai fino in fondo a capire.
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Scrivere poesie per me è veleno e antidoto, è il modo per mettermi faccia a faccia con la realtà, per esprimermi davanti agli altri, ma soprattutto davanti a me stessa: per capirmi, sentirmi, vedermi. Questa è una raccolta di poesie scritta in un anno difficile, un anno di cambiamenti e di crescita, una raccolta che parla d'amore, non sempre solo quello carnale, che parla di dolore e del bisogno dell'anima di essere ascoltata. Non seguo una metrica, non sono analitica e precisa, sono poesie scritte dalle emozioni, dal sentimento. "E così finisce quella poesia: accartocciata nel mio corpo, maltrattata, abbandonata. Io, io non ho paura, perché il poeta sono io, l'aguzzino e la vittima, io nelle mani di me stesso, debole e arrabbiato, foglio ma anche scrittore, poeta ubriaco di parole che impara a infliggere dolore solo a sè stesso " Poeta e anche poesia, perché qui dentro c'è la mia anima, la mia essenza. Non ho la pretesa che vi possiate sentire capiti da queste parole, ma in fin dei conti, ci spero

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