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Giulia a Roma

Giulia a Roma

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"stavo camminando per le strade di Roma,quando incontro una mia amica e prendo un caffè con lei.Parliamo del piú e del meno,di come andava la scuola e le questioni amorose,ma,come al solito,la mia non esisteva.La saluto e vado al supermercato,visto che mia mamma mi aveva chiesto di fare la spesa.Sto al bancone con il mio numero, 103,per prendere il prosciutto, quando un ragazzo di Verona mi urta con il carretto.Mi girai arrabbiata,stavo per urlare,ma lo vidi e rimasi sbalordita..era bellissimo!Mi chiese scusa e mi offrì un caffè.Si chiamava Andrea Damante,era di Verona.Ci salutiamo,ma non gli chiedo il numero.Ci pensai tutto il giorno.La sera vado in discoteca con delle mie amiche,quando lo rivedo.Non erano più coincidenze.Ci risalutiamo e ci presentiamo gli amici a vicenda.Fu una notte bellissima.Mi ritirai molto tardi,verso le 4 del mattino.Fu quello il giorno in cui mi innamorai."
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Ad maiora

Sequel di "Odi et amo" "Verso cose più grandi." "Mi misi le mani sulla pancia, a furia di ridere mi mancava il respiro. Marco si sfregò il viso con le mani, scuotendo la testa e guardandomi divertito. - Come cavolo è successo? - chiesi, riferendomi a tutto quanto. A ciò che ci stava capitando, e che stava capovolgendo tutto. - Non lo so. - scosse la testa ridendo ancora, poi guardò al di fuori del finestrino e mise una mano sul volante. - Dove andiamo? - mi chiese, ed io non risposi. Continuammo a guardarci senza dire niente, come se tutti e due ci fossi resi conto solo in quel momento che avremmo dovuto andare da qualche parte. Eravamo scappati dalla festa, ma per andare dove? Marco mise in moto la macchina, ed annuì anche se io non gli avevo dato nessuna risposta. Non c'era nemmeno bisogno che mi dicesse dove stessimo andando, perché in cuor mio lo sapevo già."

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