You Are A Monster [SOSPESA]

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WpMetadataNoticeLast published Thu, May 25, 2017
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Fiction
Horror
In una società perversa e ricca di crimini, vigilano alcuni elementi che sognano ancora, nonostante abbiano avuto prove chiare di quanto questo mondo faccia schifo. Di questi elementi, ne fa parte Clara. Clara, una ragazza che ha dovuto subire troppo presto le pene che una società sporca e perversa aveva scelto per lei. "Voglio che qualcuno si ricordi di me, del mio nome. Voglio che i ragazzi dicano: <<Ti ricordi di Clara White? Lei era un mito.>> Voglio che i ragazzi a scuola studino di me, della mia vita, di quante ne ho passate, un po' come si fa con Leonardo Da Vinci. Voglio che il mio nome rimanga ancora anche dopo la morte. Probabilmente non succederà mai, ma saprò di avercela messa tutta. Di aver dato il massimo, di essere stata il massimo. Voglio che quando esaleró l'ultimo respiro, quando chiuderó per l'ultima volta gli occhi, penserò: "Wow, questa vita mi é proprio piaciuta." "Voi trovate una scusa, uno sfogo nell' uccidere, ma uccidere é solo il comportamento infantile di chi non é riuscito a superare il proprio passato." Premetto che in questa storia, sono presenti scene di violenza. Soprattutto le scene di stupro, saranno ben dettagliate, per far trasparire le emozioni della protagonista e la lussuria di quel determinato personaggio.
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Dalla storia: Clara si lasciò cadere, sfinita, sulle sedie reclinabili in legno del terrazzo, sospirando. Sentiva gli occhi di Nelson addosso, ma non era più il momento di essere forte. Calde lacrime iniziarono a scendere sul suo volto mentre formulava quella semplice domanda: possibile che dopo tutti quegli anni fosse ancora innamorata di lui? Come se la sua mente volesse farsi beffe di lei, eccola che le ripoponeva il ricordo più bello e allo stesso tempo più difficile da affrontare di tutti; il loro primo incontro. Erano passati più di vent'anni ma lo ricordava come se fosse ieri. Era il primo giorno di asilo quando inciampò durante acchiapparella, sbucciandosi il ginocchio. Le veniva da piangere ed inoltre aveva rovinato i suoi pantaloni preferiti. Era ancora intenta ad osservare la ferita con le lacrime agli occhi quando una vocina disse: "sei caduta?" Era un bambino, con i capelli lisci, corti e castano chiaro, tendenti al biondo. Le sorrise sincero, porgendole una mano per alzarsi. "Si" rispose Clara afferando la sua mano. "Ora però non voglio più giocare" "Come mai?" Continuò il bambino, asciugandole una lacrima. "Ho paura" rispose lei a bassa voce, quasi timorosa. Il bambino sorrise. "Ti terrò la mano allora" Clara sorrise prendendogli la mano contenta, cacciando indietro le ultime lacrime. "Comunque io mi chiamo Cesare e da adesso saremo amici per sempre" (Completata)

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