Assenza - Malec

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WpMetadataNoticeDernière publication lun., août 14, 2017
Finale alternativo di CoHf Dal testo: -Devo salvarti, Alec- disse Magnus. -Te e tutti quelli che ami; in fondo è un prezzo basso da pagare per tutto ciò, non credi? -Non tutti quelli che amo- sussurrai. Un secondo dopo, Asmodeo poggiò la sua mano sulla spalla di Magnus e la mia vista si appannò. Quando riuscì ad aprire di nuovo gli occhi ero in piedi al centro della Sala degli Accordi. Ero tornato ad Idris con i miei amici. Tutti mi fissavano e dopo essermi guardato intorno capii che il mio incubo era diventato realtà: Magnus non era tornato con noi.
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Le rette parallele, alla fine, erano un concetto semplice: due linee che scorrevano fianco a fianco, nella stessa direzione, ma che non si sarebbero mai toccate. Razionale. Logico. Nel cuore di un tranquillo quartiere di Brooklyn, Alexander Gideon Lightwood era convinto che la sua vita fosse destinata a scivolare via nel banale, persa tra un caffè, un gelato e la routine di un lavoro che sua madre reputava mediocre. Come la sua vita. Un piano sopra di lui, Magnus Bane era fermamente convinto che, dopo anni di cadute, la sua vita non potesse che migliorare e che un nuovo ombretto Dior potesse sistemare sempre tutto. Dove Alexander disprezzava la gente e lo sforzo di interagire con gli altri lo faceva sentire stanco e sopraffatto, Magnus, al contrario, si nutriva di quell'energia e si destreggiava tra persone, contatti, sorrisi e maschere. Dove Alexander non sopportava Magnus e le sue borse griffate, simbolo di un mondo che non capiva, Magnus schivava Alexander e le sue sigarette perenni, disinteressato e quasi annoiato dal suo atteggiamento troppo distante e spocchioso. Dove magari per Alexander, quel paio di occhi felini, veloci e arroganti, sarebbero stati la perfetta tempesta in grado di sconvolgere il suo mondo prevedibile, per Magnus, quel tipo alto, tatuato, con una tendenza pessimistica, sarebbe stato solo un altro passo nella sua lunga lista di fallimenti. E se... ... però, un giorno, quelle due rette così lontane e individuali, si incrociassero per un capriccio dell'universo? -Dove Alexander viveva senza saperlo nella serenità, Magnus era un gigolò che la rincorreva da una vita.

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