Trenta giorni con Erik Red

Trenta giorni con Erik Red

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Mar 29, 2020
"Come ho fatto tutti questi mesi senza di te?" "E come farò io una vita intera senza te." Prima di iniziare a leggere: Questa opera unica ed originale,Trenta giorni con Erik Red, è protetta da copyright © È vietata qualsiasi copia e/o riproduzione della storia ai sensi dell'art 171 c 1 cod.pen Ribadisco : Questa storia è coperta da Copyright. Tutti i diritti sono riservati a me. È di mia purissima invenzione e chiunque la copierà sarà da me stessa segnalato e anche denunciato. Da Parigi a New York: Cristìn White decide di cambiare vita. Dopo la perdita prematura di sua madre,apprende che suo padre,David White,creduto da sempre defunto,in realtà è ancora vivo e si trova in America. Ma dove?Così,insieme a suo fratello Tom, Cristìn si trasferisce nella Grande Mela e lavora ogni giorno come cameriera al "Dinner". Tuttavia,in un sabato sera qualunque,la sua vita sarà destinata a cambiare per sempre. Questa storia contiene e può contenere : sesso, linguaggio scurrile,scene di violenza. Genere: Romantico, drammatico, humor. Buona lettura a tutti.🎉🙊 [Storia Completata.]😍 Sequel in corso. ❤️❤️❤️
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"Non siamo fatti per stare con chiunque Christopher" esclamai guardandoti dritto in faccia. Quella mattina c'era il sole, uno di quelli che riescono a scottarti persino le ossa. Mi stavi guardando con i tuoi occhi grandi e con le tue labbra a cuore, perfettamente rosa. Io invece stavo cercando di sfuggire dal tuo sguardo, quello che mi stava perforando il petto, ed il cuore. Non siamo fatti per stare con chiunque, ti avevo detto con il mio solito sorrisetto sghembo. Ma stavo mentendo, forse ti avevo sempre mentito, o forse eri riuscito a scavare troppo in profondità, portando alla luce qualcuno che non riconoscevo più. Non siamo fatti per stare con chiunque, ti avevo detto in quella frazione di secondo in cui il mio cuore aveva ricominciato ad essere solo un organo che pompa sangue. "Pensavo di non essere chiunque" rispondesti sfiorandomi la bocca col pollice. Sorrisi e mi scostai dalla tua presa, quella che mi lasciava senza fiato, e con lo stomaco rivolto al contrario. Tu non eri chiunque, e non lo saresti mai stato. "Lasciami essere la tua luce Margot" dicesti bloccandomi e poggiando le tue labbra sulle mie.

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