Story cover for Unknown by youngmindwildgirl
Unknown
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Ongoing, First published Apr 02, 2017
E comunque sono sempre io, sono sempre stata io, Maya. Quella che "Maya è con la ipsilon!", e anche "no, non è il nome del mio cane" con le labbra un po' corrucciate. Quella che "non so precisamente come risponderti" alla domanda " da dove vieni?". Oh, si, sono io. 

...

Del tipo che l'hippie non ero io, ma i miei genitori, quei matti!, e no, non c'ero durante la contestazione studentesca, ma -mi sarebbe piaciuto- sembro essere uscita proprio da quegli anni, direttamente per voi/te dal vostro/tuo libro di storia preferito. Sono quella che i pensieri le cozzano in testa, che senza quei pensieri sarebbe così vuota. Sono Maya, quella 'folle' che 'non sa nemmeno legare i capelli in una semplice coda di cavallo'. E sinceramente, per chiarire la questione, non è che non riesco, è che a me i capelli piacciono liberi, sciolti. Per Dio, capito, zia Gwen?
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Le cose che non ho fatto

34 parts Ongoing

Questa non è una storia scritta per stupire. È una storia scritta per fermarsi. È l'inizio di un esercizio: guardarsi allo specchio senza scappare, fare i conti con il tempo che passa, con quello che si è fatto e soprattutto con ciò che si è rimandato. Quirino ha cinquant'anni, poche certezze e una mattina qualunque che diventa diversa dalle altre. Da lì nasce un gesto semplice e insieme definitivo: scrivere. Quello che prende forma è un diario a puntate, un resoconto irregolare di una vita normale, fatta di padri che invecchiano, sigarette mai fumate, pensieri lasciati sul tavolo della cucina e domande che non hanno mai trovato il momento giusto per essere fatte. Non c'è eroismo, non c'è redenzione promessa. C'è onestà. C'è ironia quando serve. C'è il coraggio lento di chi prova a capire cosa resta da vivere, adesso. Ogni episodio è un allenamento: alla memoria, alla sincerità, alla scrittura. Un modo per rimettere ordine non ai giorni, ma al senso dei giorni. Questa storia è per chi ha superato il punto in cui non si può più far finta di niente. Per chi sa che il tempo non torna indietro, ma forse può ancora andare avanti meglio. Per chi, almeno una volta, si è fermato a guardarsi davvero.