The diary of blood

The diary of blood

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Jan 5, 2014
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Fiction
Paranormal
Le persone non sono ciò che credi, ognuno di noi nasconde dei segreti, nei posti più gelidi del suo cuore. Le persone non sanno amare, le persone non provano emozioni, le persone uccidono e basta. Ridono vedendo il dolore scalpore il tuo viso, per loro cosa di tale importanza. Questo non è chiamata vita, ma Morte, e non mai desiderato così ardentemente morire; ora in questo istante, per mettere fine a la mia schifosa vita. Tutto ciò che è buio, oscuro io lo adoro. Il perché? Perché nasconde, inganna... Nega. " Mamma che cos'è quella? " " è neve. " " che cos'è la neve?" "è ciò che si tinge di rosso dopo la morte. " L'uomo si avvicinò a me;i miei stivali calpestavano la neve bianca, emettendo un suono strano. Aveva gli occhi rosso cremisi, come fossero iniettati di sangue che in quel momento, erano contratti in un sorriso languido. La bocca, espressa in un ghigno era sporca di qualcosa rossastro.... A prima vista poteva sembrare della banale vernice ma sentivo anche uno strano odore di ferro. " mamma che cos'è lui? " " l'angelo della morte. Non devi mai avvicinarti a loro, perchè se lo farai, verrai incatenata da quegli occhi, senza più vie di uscita "
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Prima parte Un rumore al piano di sotto mi fece svegliare di scatto. Guardai alle mie spalle se anche mio fratello si fosse svegliato, ma ovviamente non sentì nulla. Decisi di andare a controllare. Sentii dei vocii dalla cucina, così rimasi nascosta per ascoltare. Mio padre pregava l'uomo di fronte a lui. Mi sporsi dal nascondiglio per vederlo. Le mani erano strane, come se avesse degli artigli. Rimasi immobile. Trattenni il più possibile il fiato. Non dovevo fare rumore. Una mano mi prese di scatto il braccio, tirandomi fuori dal mio nascondiglio. <No no ti prego! Non farle del male! È solo una bambina!> esclamò mio padre appena mi vide nelle mani dell'uomo. Guardai l'uomo che mi teneva ferma e il mio cuore si fermò per un attimo. Gli occhi erano gialli e delle zanne sporgevano dalla bocca. <Papà!> lo richiamai con il cuore in gola. <Sta tranquilla, va bene? Andrà tutto bene> cercò di tranquillizzarmi mio padre, non riuscendoci. Mi dimenai nelle mani dell'uomo. Lui in risposta mi serrò la gola con una mano. Mio padre colpì il mostro con una bottiglia, facendogli lasciare la presa sul mio collo. Il mostro si gettò su di lui. Mio padre urlò. Fu un attimo e il corpo di mio padre si fermò e sotto di lui una pozza di sangue iniziò ad allargarsi. Il mostro si alzò con il cuore di mio padre in mano. Iniziò a...mangiarlo. L'orrore mi pervase mentre osservavo il cuore e gli occhi vitrei dell'uomo a cui volevo tanto bene. Il mostro se ne andò scappando. Da quella notte, tutto cambiò. Iniziai, insieme a mio fratello, a dare la caccia a quel bastardo. E, da lì, non uscimmo più da quel giro e continuammo la nostra vita come cacciatori di mostri.

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