Le sferzò addosso un'occhiata indemoniata; trasudava desiderio, quello più sfrenato e, sulla scia del brivido che le diede solo guardandola, le ordinò: "Apri le gambe." Poi, tagliente come il vento del nord, le soffiò sulla pelle: "Voglio sentire il tuo sapore..." La voce calda, il tono di velluto. Ipnotizzata da quella voglia seducente macchiata di peccato gli obbedì e allargò le gambe e lui, vorace, si fece spazio tra le pieghe umide del suo bocciolo caldo e anelante, portando la bocca esperta ad esplorare ogni insenatura dei suoi petali pulsanti.
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