Once upon a time.

Once upon a time.

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Mar 13, 2018
"Non volevo andare in quella casa, ma mamma mi ci trascinò. Avevamo appena finito le pulizie di primavera e, dopo aver fatto una busta piena di panni, decise di regalarli alla sua amica Lauren. Non stava bene economicamente e mamma non se lo fece ripetere due volte. Il salotto era pieno di roba: a partire da scatole fino a spazzatura. Non si capiva nulla. La cucina era un buco che, tramite una porta accedeva all'unica camera da letto, che dividevano tutti e 4. Io ero attaccata al vestito di mia madre che profumava di Chanel n.5. - Rimani qui - mi sussurrò mia madre, appena entrate. E così feci. Rimasi in quel "salotto", sola. Ad un certo punto fui distratta da un movimento strano sotto un mucchio di panni sporchi, dal quale ne uscì un cagnolino dalle orecchie lunghe. Gli sorrisi e, chiamandolo verso di me, lo accarezzai. Non riuscivo a capire come facesse a vivere con quella famiglia. "Povero cane " pensai. - Si chiama Lily - disse una voce. Mi girai di scatto verso la cucina. Due occhi scuri mi fissavano. Due occhi che brillavano, sotto la luce al neon, con sfumature grigie." © Tutti i diritti riservati Gi_Hathaway
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Ero solo una bambina quando strapparono la vita di mia madre davanti ai miei occhi. Il colpo di pistola ruppe il silenzio della sera come un urlo lancinante e lei cadde a terra, spezzata come un fiore fragilizzato dal gelo. Rimasi immobile, prigioniera del terrore, mentre il suo sangue si mischiava al fango. Quello stesso giorno maledetto tornai a casa frastornata e confusa, e scoprii un'altra ferita che prese a bruciare dentro di me: avevano portato via anche mio padre. Le colonne portanti della mia infanzia erano crollate in un solo attimo. Mio padre veniva portato via in una macchina scura con luci intermittenti; per anni l'ho visto solo attraverso un ricordo offuscato, Di mia madre, invece, rimanevano soltanto le ombre che mi inghiottivano nella mia camera buia. Eppure, non ero veramente sola. Accanto a me c'erano i miei due fratelli maggiori, come sentinelle silenziose. Loro si sacrificarono per crescermi, respingendo ogni brandello di quell'oscurità e proteggendomi dagli orrori che ancora sarebbero venuti a galla. Con il passare degli anni, ogni frammento doloroso si posizionava al suo posto, e cominciai a intravedere il quadro completo di quella terribile verità. Ma rimaneva un unico dubbio a divorarmi l'anima: l'ultimo tassello mancante, l'unico segreto capace di completare il mosaico del mio destino. ⚠️questa storia contiene scene esplicite di violenza, linguaggio non adeguato ai minori e soprattutto cattiva condotta. Non intendo normalizzare le cose che fanno i ragazzi, mi dissocio da ogni tipo di atteggiamento politicamente scorretto. ⚠️ Detto questo, sedetevi e leggete. Si parte per un viaggio di non ritorno per la psichiatria. [Primo della trilogia]

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