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Chi sta male non lo dice

Chi sta male non lo dice

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jun 23, 2017
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Fiction
Romance
Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie di più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al laboro rinunciando così alla vita. Dove chi non riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l'odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall'Africa per "na Poto", l'Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un pó più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l'amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. "Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri" le ripete continuamente. Ma pian piano quell'amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempe qualsiasi vuoto - ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel -, ma poi si porta via tutto.
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#4
antoniodikeledistefano
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DRAW ME

||COMPLETATA|| Gira di scatto la testa, puntando le sue iridi verdi come lo smeraldo verso di me. Gli occhi sono lucidi e posso intravedere le lacrime che minacciano di uscire. Vorrei solo prendermi a pugni, quello che stava male ero io e adesso ho combinato un disastro, ferendola. Il suo viso è provato, seppur la sua espressione sia dura e ferita. Si sente incompresa, come se ora lei facesse parte di un mondo de tutto diverso dal mio. Ed è vero, lei fa parte di un mondo del tutto diverso, non ha niente a che fare con me. <<Quanto sei sciocco>> sibila con una nota di ribrezzo. In questo momento non noto solo l'Annabelle dolce, quella che conosco, ma quella ferita e delusa. <<Sono ancora qua perché ti amo, ma tu sei così stupido da non averlo capito.>> TUTTI I DIRITTI RISERVATI.

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