IL BAMBINO POLACCO

IL BAMBINO POLACCO

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WpMetadataReadComplete Tue, Jul 11, 2017
L'idea di scrivere questo racconto nasce da una riflessione personale relativa al fenomeno dell'esodo di interi popoli che fuggono dalla propria terra. Dagli albanesi in fuga dalla follia di Milošević, ai siriani che scappano dalla sanguinosa guerra civile che infiamma il proprio paese, passando da coloro che sono in fuga dalle terribili guerre che stanno devastando il continente africano, di cui l'occidente parla poco, forse per nascondere le proprie responsabilità. La ragione che mi ha spinto alla stesura di questo racconto è quella di dimostrare che le principali vittime dei conflitti sono i bambini, perché non riescono a vivere un'infanzia serena. Per raccontare tutto questo ho ambientato la vicenda nel periodo del 2° conflitto mondiale, con l'intento di spiegare la realtà presente con una storia del passato. Riflettendo su quanto detto, stride il fatto che, dopo quasi ottant'anni, ancora ci siano interi popoli che sono costretti a lasciare il proprio paese a causa di conflitti.
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Tratto dal primo capitolo: "Anno 2215, Sassari si sta ancora riprendendo da una forte crisi avvenuta 16 anni prima. Gli attuali sedicenni nati in quei anni vennero abbandonati, i più fortunati finirono in un'istituto per orfani ma all'età di 8 anni li buttavano fuori per metterli in un'altro istituto che li poteva tenere solo per 9 mesi (il periodo scolastico) e durante l'estate vivevano scorrazzando per le strade e dormendo in edifici abbandonati, si guadagnavano da mangiare rubacchiando qua e la, oppure andavano a chiedere misericordia ai missionari delle chiese che facevano sempre di tutto per sfamarli. La nostra protagonista, Marica Illia è una di loro ed io vi racconterò la sua storia."

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