Between the clock hands // Larry Stylinson

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Sep 25, 2018
Bellezza: qualità di ciò che è bello, di ciò che suscita ammirazione per le sue caratteristiche di armonia, grazia e perfezione. Louis Tomlinson era un' autentica bellezza. Purtroppo a pensarlo non era chi avrebbe dovuto: Harry Styles. Ma la loro storia al contrario delle altre non era mai caduta in quell'insaziabile buco nero che è l'oblio, malgrado tutte le avversità era rimasta viva ed indenne tra le lancette di un orologio, aspettando il momento migliore per far sentire la propria voce. Niall Horan viveva nel ventunesimo secolo, ma al polso portava frammenti del diciannovesimo. Aveva trovato il particolare orologio in una situazione più che improbabile. Ma si sa: se c'è qualcuno che trova, c'è qualcuno che perde. A perdere fu Liam Payne, che cercò in tutti i modi di rimpossessarsene il più in fretta possibile, prima che il nuovo proprietario si rendesse conto di cosa si nascondeva tra le lancette dell'orologio: la storia illecita tra due ragazzi che si erano amati nonostante tutto. Ma non erano i tempi giusti per dare vita ad un amore disapprovato dalla società, e forse non lo saranno mai.
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Gli One Direction sono in crisi. Sì, ancora. Come se anni di urla, tour, addii, e capelli sbagliati non fossero bastati. Questa volta però il problema ha un nome: Harry. O meglio, la sua brillante idea di prendersi una "piccola pausa" di diciassette mesi. Diciassette. Non uno, non due. Diciassette. Louis, ovviamente, è nel panico. Il suo cervello corre più veloce delle battute che non dice, e la paura lo riduce alle condizioni che ha Niall dopo aver mangiato. Per lui, pausa è sinonimo di fine. O peggio: di silenzio. E Louis odia il silenzio quasi quanto ama complicarsi la vita. Liam, invece, non ha nessuna intenzione di lasciare la band. Non perché stia così bene, sia chiaro, anche lui ha le sue crepe. Ma Liam è il tipo che resta. Resta anche se la casa brucia, anche se il divano è a pezzi. Liam resta. Perché ha ancora accanto i suoi tre migliori amici. E questo, a quanto pare, è abbastanza. Niall non prende posizione. Ma lo vedi che ci sta male. Si rifugia nella sua chitarra, come al solito. Non dice "sì", non dice "no", dice: "Fatelo, se è la scelta giusta". Ma poi abbassa lo sguardo e pizzica le corde un po' più forte del necessario. E Zayn? Zayn non c'è. Non c'è da un anno. E questo - anche se nessuno lo ammette apertamente- è probabilmente il vero motivo per cui Harry vuole fermarsi. Per cui tutto è andato a rotoli. Perché il vuoto lasciato da Zayn è un buco nero in mezzo al palco, che nessuna scenografia riesce a coprire. Quindi, eccoli qui: Quattro. Un Quattro che finge di bastarsi. Un Quattro che ha parole non dette, sguardi evitati. Louis ed Harry hanno segreti in sospeso da svelare e Liam e Zayn non sanno che si sono mancati tanto quanto alla luna manca il suo sole. E Niall... Niall tiene tutto in piedi. Suona, sorride, finge che non gli stia crollando il mondo addosso. Perché qualcuno deve farlo, no? Riusciranno mai a ritornare quelli che erano? Oppure si stanno solo illudendo che esista un "essere" a cui tornare?

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