Due Mondi Troppo Differenti

Due Mondi Troppo Differenti

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Sep 20, 2017
"Non puoi stare con lui!" urla mio padre infuriato "ma io lo amo,papà. Non puoi impormi niente!" dico io testarda e attaccata al braccio di Noah. "Non ci stai e basta!" urla lui autoritario e strattonandomi. "Basta! Non vede che le fa del male?! Non si merita tutto questo. Pensate che in un uomo ci debbano essere solo i soldi e le buone maniere? No. Non è cosi. Una ragazza oltre i soldi vuole affetto,amore e non questo. Vuole vivere felice ed armoniosa con chi la ama. Come voi ed io ed altri se non vedrebbero solo il mostro che avete creato voi viziandola! Le sto mettendo il cervello a posto e lei sembra riuscirci ed essere una ragazza intelligente e dolce invece che scontrosa e con atteggiamento superiore con chi è un po meno ricco e più bisognoso." dice Noah stringendomi a sé. "Quanto ti amo." dico abbracciandolo più forte... Continua. Leggete ragazzi. Un pezzo della "fine". È tutto da scoprire.
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Una ragazza si sveglia nella terra ed esce con occhi rosso sangue, denti acuminati e una sete implacabile... Spaventata dalla sua fame e dai pensieri violenti, scappa fino a incappare in un vecchio lupo mannaro, Stephen, che la accoglie nella sua comunità. Non sa chi l'ha trasformata e nulla della sua vita precedente. Come se non bastasse il pupillo di Stephen, Kurt, sviluppa un'istantanea ossessione per lei, e sembra pronto a tutto per averla. Estratto: "Apri gli occhi, Rue." "Mi sento... soffocare..." sussurrò senza fiato, credeva di essere sul punto di svenire da quanto era sopraffatta dalla situazione. La grande mano di Kurt era deliziosamente calda contro la sua pelle fredda e morta. Si sentiva soffocare anche se non aveva bisogno di respirare, l'atto di prendere aria nei propri polmoni non le riusciva, stava sussultando invece di inspirare. Sentiva la testa leggera e il petto pesante. Le dita del ragazzo le accarezzarono le guance con delicatezza. "Rue, datti una calmata" disse con dolcezza. La vampira cercò di calmarsi prima di guardarlo, ma l'odore di sangue era forte nell'aria e lei lo desiderava così tanto che le veniva da piangere. Sentiva il sangue nelle sue vene, scorrere come acqua nei fiumi, col dolce suono scrosciante che l'attirava sempre più. Voleva solo cadere in ginocchio e pregarlo di lasciarla bere, pregare di avere la sua vena. Era poco più di una bestia affamata. Lentamente aprì gli occhi e lo osservò. Non la guardava con orrore come pensava lei, ma con gli occhi languidi e un accenno di sorriso. Poi anche i suoi occhi cambiarono e divennero gialli e le sue zanne si allungarono. "Non siamo poi così diversi" sussurrò. "Solo che anche questi si allungano." Le mostrò i canini sui denti inferiori leggermente più lunghi, tirando giù il labbro.

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