INK DRUNK

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WpMetadataReadComplete Mon, Mar 31, 2014
I poeti dell'epoca senza nome. In un epoca come la nostra ci sono persone che arrancano come s'una parete scoscesa in cerca di un appiglio, un qualcosa alla quale aggrapparsi per non cadere, per non crollare, per non perdersi. Alcuni vagano nel buio senza il minimo orientamento, in balia della tempesta del mondo, mentre altri, personalità curiose, abbastanza folli per tentare qualsiasi cosa, si abbandonano all'oscurità che li circonda, al senso di incapacità di proseguire per conoscere nel profondo il loro ostacolo. Una volta i poeti erano lodati e resi immortali, oggi i poeti lottano nell'oceano di sabbie mobili di un'epoca senza nome. Conosci il tuo nemico e così lo sconfiggerai perché quando sarai tutt'uno con esso ogni segreto ti sarà svelato. Questi sono i ricordi di un sogno che ha inizio con la fine e discende nell'ignoto per raggiungere il nuovo.
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#3
baudelaire
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È tutto un sogno. Una storia onirica, sospesa, tra due anime che si incontrano solo oltre il confine del reale. Nelle loro vite quotidiane non si sfiorano mai, eppure, ogni notte, si cercano, si trovano, si appartengono. Vivono una relazione che esiste solo nel sogno, in una dimensione senza luogo e senza tempo, dove le vicende non seguono logiche lineari, ma si muovono come onde, come ricordi sfuocati, come desideri che non hanno bisogno di spiegazioni. È lì, in quella fragile irrealtà, che il loro legame prende forza, si nutre, resiste. Perché il sogno diventa rifugio, spazio vitale, una forma di sopravvivenza emotiva. Le loro vite, pur distanti, sono unite da un passato condiviso, che riaffiora nei frammenti onirici - un passato che li avvicina e, al tempo stesso, da cui fuggono continuamente. E sarà proprio questa fuga continua, questo rincorrersi oltre la veglia, a segnare il punto d'unione: la partenza e l'arrivo. L'inizio e la fine, che coincidono. Nel sogno.

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