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WpMetadataReadCompleta lun, mar 31, 2014
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Poesia
I poeti dell'epoca senza nome. In un epoca come la nostra ci sono persone che arrancano come s'una parete scoscesa in cerca di un appiglio, un qualcosa alla quale aggrapparsi per non cadere, per non crollare, per non perdersi. Alcuni vagano nel buio senza il minimo orientamento, in balia della tempesta del mondo, mentre altri, personalità curiose, abbastanza folli per tentare qualsiasi cosa, si abbandonano all'oscurità che li circonda, al senso di incapacità di proseguire per conoscere nel profondo il loro ostacolo. Una volta i poeti erano lodati e resi immortali, oggi i poeti lottano nell'oceano di sabbie mobili di un'epoca senza nome. Conosci il tuo nemico e così lo sconfiggerai perché quando sarai tutt'uno con esso ogni segreto ti sarà svelato. Questi sono i ricordi di un sogno che ha inizio con la fine e discende nell'ignoto per raggiungere il nuovo.
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Cosa succede quando spalanchiamo le porte di un nuovo mondo? Come si agisce quando le regole diventano ignote e l'istinto inizia a urlare? Cosa proviamo quando un uragano di dilemmi si abbatte su di noi? Quand'è che riusciamo a percepire l'aspro sapore della verità nelle sue sfumature più oscure? Ma soprattutto, reagiamo tutti allo stesso modo? Chiudi gli occhi, immagina un mondo a te sconosciuto: non sai dove ti trovi, non sai come ci sei arrivato, ma ancor peggio nessuno ti dice quali sono le regole da dover rispettare. Cosa fai? Commetti un errore, tutto sembra venir inghiottito lentamente dalle tenebre, crollare nel caos. Cosa fai? La ragione ti ordina di scappare, l'istinto di rimanere e scoprire il fondo della questione. Cosa fai? Pensi che ormai sia finita, ti senti soffocare, chiedi pietà a un'entità non presente. Scovi il problema. Poi ricordi che la soluzione esiste e si nasconde nel vissuto. Riesci a respirare, adesso? Quindi cosa fai?

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