My Wings// SMIRENEX

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WpMetadataReadComplete Thu, Nov 8, 2018
Vedeva tutti i giorni quel volto sfuggente percorrere le strade e poi svanire dietro gli angoli, le fontane, le colonne, la gente. Cammivana scomparendo di colpo, come una luce ad intermittenza. Forse aveva le ali ed era un'angelo, oppure era la sua ombra che lo seguiva dovunque andasse, senza lasciarlo un secondo. Lo catturava. Come un ragno cattura la sua preda. Come un leone sbrana la gazzella. Era strano. Era come se tutto a un tratto fosse rimasto impigliato nella sua ragnatela, senza rendersene conto. Vedeva le sue lunghe ciglia sbattere veloci e i suoi occhi, completamente blu, pieni di grazia. Leggiadra e delicata si aggirava nei suoi sogni la notte. Chissà da dove arrivava. Chissà come si chiamava. L'aria si faceva sempre più pesante e opprimente, ogni tanto una folata salmastra correva sotto il suo naso. Poi sentiva quel profumo di arancia e fiore di gelsomino. Una continua sensazione di sguardi puntati addosso.icata, ma i suoi occhi no, era impossibile.
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#502
tristezza
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C'era una volta una dolce bambina di nome Fiordaliso, con lunghi capelli rossi come foglie d'acero in autunno e occhi limpidi come cristalli di sorgente. Un giorno, mentre camminava tra le foglie dorate di un viale silenzioso, notò un cagnolino rannicchiato all'ombra di un albero spoglio. Tremava, sporco e smarrito, con lo sguardo pieno di paura. Fiordaliso si inginocchiò e, senza esitazione, lo avvolse in un caldo abbraccio. Lo chiamò Penny, un nome semplice e tenero, come il legame nascente tra loro. Con un sorriso che sembrava illuminare anche i giorni più grigi, la bambina lo portò a casa. Gli anni passarono, e mentre Fiordaliso cresceva, Penny divenne un compagno fedele, dolce e attento. Ma era sempre stato fragile, e col tempo la sua salute peggiorò. In un gelido giorno d'inverno, Fiordaliso lo portò dal veterinario con il cuore stretto. La diagnosi fu un colpo doloroso: un tumore al cervello, incurabile. Penny si spense tra le sue braccia, lasciando un vuoto immenso. Fiordaliso cadde in una tristezza profonda, una nebbia che le offuscava l'anima. Un giorno, in silenzio, lasciò la città e i ricordi, rifugiandosi in un piccolo borgo avvolto dal verde, dove l'aria profumava di terra umida e fiori selvatici. Trovò una casa semplice e serena, e iniziò lentamente a ricostruirsi. Nel quartiere, tranquillo e fiorito, notò un giovane giardiniere dai ricci scuri, sempre assorto nei pensieri, che curava le piante con gesti delicati. Lo chiamavano "il giardiniere fantasma", poiché appariva e spariva senza dire una parola. Un pomeriggio di primavera, mentre la brezza entrava dalla finestra, gli occhi di Fiordaliso incrociarono i suoi. In quello sguardo intenso c'era qualcosa di misteriosamente familiare. Il vento sembrava portare promesse di rinascita... E quella era solo la prima pagina di una nuova storia.

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