La ragazza del liceo

La ragazza del liceo

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Oct 13, 2017
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Fiction
Paranormal
Il 12 settembre inizia la scuola per la Puglia inizia la scuola .Annalisa era molto contenta di iniziare la scuola perché doveva incominciare il primo superiore liceo scientifico .Lei è contenta perché conoscerà nuovi compagni .Annalisa la sera prima verso le nove e mezzo avvisa la mamma che aveva fatto lo zaino e che voleva andare a dormire per essere pronta per l'indomani.Erano le 6 del mattino e la ragazza era in già in piedi a fare colazione .Quando la madre la vide le chiese come mai si era svegliata cosi presto e lei risposte che si era svegliata presto perché era eccitata di andare a scuola .Annalisa era molto brava a scuola infatti dalla scuola materna fino in terza media aveva sempre 10.Annalisa nei prossimi giorni fa amicizia con tante ragazze e ragazzi.Inizia a prendere buoni voti.Passano i mesi ,i giorni .MavAnnalisa nota qualcosa di strano .Inizia a sospettare su la ragazza più snob del liceo . Lei si chiama Tetra frequenta il 5 superiore ,si veste sempre con vestito nuovi ,lussuosi ,si trucca moltissimo e i suoi capelli erano sempre fantastici .Ma un giorno di dicembre Annalisa mentre era in bagno vide che la snob nn aveva capelli veri ma una parrucca. . I suoi capelli erano viola e il suo corpo era bianco ,i suoi occhi incavati di nero .Annalisa appena la vide si accorse che non era umana ma pensò data la sua stanchezza che stava sognando. FINE CAPITOLO UNO
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Lia camminava lungo il corridoio della scuola con il passo silenzioso e deciso di chi sa di non voler attirare l'attenzione, ma finisce comunque per farlo. I capelli arancioni, raccolti in uno chignon disordinato da cui sfuggivano due ciocche ribelli, incorniciavano il viso a diamante punteggiato da leggere lentiggini. I suoi occhi verdi, grandi e attenti, sembravano scrutare il mondo con una curiosità prudente, come se si aspettassero sempre di essere deluse eppure sperassero ancora. Indossava jeans a vita alta che le delineavano i fianchi morbidi, una camicia bianca infilata con cura e una giacca blu scuro con le maniche arrotolate fino ai gomiti. Tutto in lei parlava di compostezza e ordine, ma anche di una femminilità che non sapeva di possedere davvero. Non era la più appariscente, né la più magra o provocante, ma aveva una bellezza sincera, fatta di sguardi intensi e piccoli gesti: il modo in cui si passava il pollice sulle labbra quando era nervosa, o come si fermava a sistemarsi i capelli anche quando nessuno la guardava. Quella mattina, con il sole che filtrava dalle finestre alte e le voci che rimbombavano attorno, sembrava ancora più luminosa. Eppure, Lia si sentiva invisibile. Invisibile ai ragazzi che le chiedevano gli appunti, alle ragazze che la fissavano come se non appartenesse a quel mondo, e a se stessa... fino a quando uno sguardo, grigio e profondo come la tempesta, la colpì da lontano. Dylan. Ma questa è un'altra storia. O forse, è l'inizio di tutto.

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