Il Figlio della Fenice è un romanzo fantasy con elementi innovativi.
Non vi compaiono i personaggi più tradizionali del fantasy quali elfi, orchi o demoni, e il ricorso alla magia è contenuto e comunque limitato ad ambiti particolari e circoscritti.
I vari protagonisti hanno tutti delle caratteristiche prevalentemente umane, e il corso delle loro avventure, scelte e azioni, è sottolineato prevalentemente dai valori perseguiti dal personaggio, positivi o negativi essi siano.
Anche i draghi, che compaiono alla fine della narrazione, hanno connotazioni diverse da quelle usuali.
Ho dato largo spazio al tema della lealtà, dell'amicizia e del sacrificio in nome di una causa, a un mondo i cui paesaggi variano da quelli del grande nord, a quelli del deserto, a un mondo che cambia secondo la razza che ne calpesta il suolo nell'avvicendarsi dei tempi e delle ere.
I personaggi si muovono in scenari sempre diversi, venendo a contatto con realtà differenti, affrontando se stessi e quel che li circonda a volte con coraggio, altre con paura, ma sempre sostenuti da una loro personale fede.
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