Camminava per la stradicciola, spostando con la punta del piede i sassolini, quasi inconsciamente.
L'aria umida si attaccava ai vestiti, il freddo pungeva e torturava la pelle.
Brividi correvano.
La stradina bagnata solo dalla luce di qualche lampione stanco.
Ispirò lentamente. Una nuvoletta di vapore salì pigra nell'aria, inseguita dal rieccheggio dei passi. Chiuse gli occhi.
Eccolo: sentì il silenzio strisciante muoversi attorno a lui, pesante, un presentimento lugubre. Si fermò, di scatto, aprì gli occhi.
Nessuno, solo il buio, tranquillo.
Si voltò, lentamente, come se avesse paura di trovare qualcuno alle sue spalle.
Nessuno, solo il buio, tranquillo. A terra, tremolante, la sua ombra.
Eccolo: un senso oscuro, che si avviluppa alle caviglie come un serpente, si trascina con una lentezza subdola, risalendo lungo il corpo, in preda all'agonia; il cuore, agitato, infuria nella sua corsa, cerca di scappare; gli occhi sbarrati, pieni solo di quella scena agghiacciante, una sensazione che si riflette nelle pupille dilatate; la bocca, spalancata, labbra tese, un urlo muto di angoscia, che attanaglia il petto. Brividi sussultanti.
Le gambe scattarono. Istinto. Istinto di sopravvivenza. Adrenalina che scorre.
L'ombra lo seguì, silenziosa come il fato.
Corse, corse lungo la strada, cercando un rifugio. Il respiro accelerato.
All'improvviso, la luce dei lampioni era lontano. Solo lui, circondato dal buio pesante e dal suono del silenzio.
Si voltò, cercando con occhi frenetici la sua ombra: sulla stradicciola buia, solo pietruzze.
Riprese a camminare, spostando con la punta del piede i sassolini, quasi inconsciamente.
***
Racconti più o meno brevi dal tema variabile ( un po' macabri)
Alcuni racconti non sono adatti ad un pubblico impressionabile.
La raccolta è di mia proprietà, quindi non deve essere soggetta a copie -totale o parziale-, a pubblicazione o altro senza il mio consenso, grazie.
Buona lettura ;)
"La prima cosa ad aprirsi furono gli occhi.
Due grosse sfere bianche turbinarono dentro al nero, spostandosi in ogni direzione possibile e immaginabile. Avevano fame di luce, quelle due. Ne bramavano almeno un puntino in grado di spazzare via l'ingombrante cortina scura e pesante della notte. Notte? Si poteva davvero parlare di una semplice nottata come tante? Davvero non lo sapeva, così come non riusciva neanche a scorgere una stella in cielo, né un grammo d'aria a soffiarle intorno."
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Siete pronti a immergervi in un racconto dell'orrore? E allora cosa aspettata. Entrate su, entrate...