Sono le dieci di sera e io sono stata cacciata da casa mia. Sono stata cacciata dalla mia famiglia, da mia madre.
Prova vergogna, si vergogna di avere una figlia come me, la classica ragazza popolare che prende tutti in giro, che li discrimina per i loro gusti musicali, sessuali, per il modo di vestire. Per tutto.
Se solo sapesse la causa, le cause del mio comportamento, mi avrebbe solo messo in punizione, ma non ho neanche avuto il coraggio di ribattere.
《Che ci fa una ragazza così carina e innocente in questa via così pericolosa a quest'ora?》chiese il ragazzo abbassando il finestrino della sua macchina.
《Chi sei?》gli chiesi impaurita e rapidamente.
《Una persona che ti vuole aiutare. Tranquilla non voglio farti del male. Sali o congelarai lì fuori》mi rispose con tono di voce rilassato e gentile.
《Ok》dissi e salii sulla sua macchina infreddolita.
Real Madrid. La mia squadra del cuore.
Ricordo ancora quando mio padre mi portava alle partite del Real, ero solo una bambina. Quando un piccolo passaggio gli faceva spuntare un piccolo sorriso sulle labbra.
Quel sorriso che si é spento troppo in fretta, come un soffio su una candela.
Il tempo passò é la passione per il calcio non smise mai, ogni partita del Real era come vita per me.
Mia madre si riprese subito dalla perdita di papà, trovandosi un compagno qualche mese dopo. Si chiamava Julien e aveva un figlio. Hector Fort. Giocatore del Barca, numero 32.