Happy Death Day || Larry Stylinson

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WpMetadataNoticeLast published Fri, May 8, 2020
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Cosa fareste se viveste lo stesso identico giorno infinite volte? Certo, non è possibile, ma ve lo siete mai chiesti? Potreste fare le cose che avete sempre avuto paura di fare, ad esempio farvi arrestare, camminare nudi per la città, baciare la propria cotta davanti alla vostra intera scuola o addirittura uccidere la persona che avete sempre odiato. Ma voi penserete, che senso ha fare tutte queste cose e non semplicemente trovare un modo per uscire da un incubo del genere? E se non ci fosse una via d'uscita? Se foste bloccati in questo ciclo per sempre, proprio come Louis? ··· Larry Stylinson
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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