[Storia partecipante al Concorso "Ricorda che l'Amore non colpisce in faccia mai" di @writherITA]
A volte, il confine tra l'immaginazione e ciò che è reale non è così nitido come, invece, si pensa: alla fin fine, niente è indubitabile e nulla deve essere dato per scontato.
Insomma, come possiamo dire con certezza che il nostro mondo - in cui vigono le leggi della ragione e dello scetticismo - è diverso dal loro - dove, per quotidianità, si intende la negromanzia e miracoli di ogni genere?
Forse bisogna rifletterci più attentamente.
Cos'è che ci divide? Tutto, si direbbe: come noi potremmo essere più avanti nell'esplorazione della scienza e della tecnologia, loro potrebbero possedere capacità che ci sono precluse.
Contrariamente, cosa ci accumuna? La risposta è ancora più semplice e ovvia: l'Amore - dopotutto, l'Amore di una Regina per il suo popolo è lo stesso di una giovane madre per suo figlio. E la violenza... dato che la stessa ferocia e inumanità viene dispensata liberamente sia nella nostra normalità che nella loro.
Si pensa che chi vive in realtà fantastiche sia invincibile e sovrumano, che i mali del nostro mondo siano completamente differenti dai loro - si pensa che basti impugnare una spada o saper recitare qualche incantesimo per salvare tutti e sconfiggere il male.
Ma, in realtà, siamo più simili di quanto pensiamo - solo che ancora non ce ne siamo accorti.
È in questo contesto che due donne, apparentemente molto diverse tra loro, si trovano a dover affrontare lo stesso sopruso... perché la fantasia può aiutarci ad aprire gli occhi su cosa veramente separa il nostro mondo dal loro.
Copertina a cura di @BigEyes-
Beta'ing a cura di @BigEyes-
Qualsiasi altra cosa a cura di @BigEyes- (mi ha aiutata a scrivere persino la sinossi, per intenderci: un'improvviso blocco mi ha steccata)
[La mia Bazize Préférée si è finalmente trasformata in una persona utile :*]
I tuoi occhi luminosi, New York
Piangeranno tante volte senza darti tregua
Sarò sempre la tua promessa, anche se in giro per il globo
Ho una lettera mega sempre dentro il portafogli
Lasciami correre al buio, che vedo anche infrarossi
Disegna quello che vuoi sul mio corpo, prendimi a morsi
I secondi sono nostri, anche se siamo cambiati
Forse è giusto così, non sai più di chi fidarti
Continuerei a parlarti ancora, ma ora sento di dover cambiare qualcosa
Provare a dirti che non sei più tu
Quella che voleva volare, tagliando nuvole e mare