LIBERI DI ESSERE BAMBINI

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Mar 16, 2018
Purtroppo nel nostro mondo ci sono molti bambini che non vivono una vita felice ma, a causa di varie problematiche, tra le quali la povertà è quella più comune, sono costretti a rinunciare alla scuola e al gioco per andare a lavorare in una fabbrica, ad imbracciare un fucile e combattere oppure, per le bambine, a diventare schiave e spose correndo così innumerevoli rischi per la loro vita. Lo scopo di queste lettere è di provare ad immaginare com'è la vita di questi bambini, immedesimandosi nelle loro storie. Nel mondo ci sono milioni di bambini che vivono in condizioni disumane, sfruttati dai prepotenti, e rischiano di perdere la vita in qualsiasi momento.
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La storia di Jonas è una storia personale, ma è anche una storia comune a tanti bambini che vivono in paesi dove la guerra è quotidianità e sognano una vita lontana dalle sue violenze. E' la guerra che costringe Jonas alla fuga e così, con la complicità di scafisti senza scrupoli, intraprende il suo viaggio di speranza in cerca di un futuro migliore. In fondo, questi scafisti trovano sempre un terreno fertile speculando proprio sulla paura delle persone o, dipende da come si vuol vedere la situazione, sul coraggio di queste ultime. Eh sì, coraggio, mosso da immane disperazione, perchè sai che hai solo la metà delle probabilità di arrivare vivo, ma poiché non hai nulla da perdere, sei pronto a rischiare tutto, anche la vita. Vivi o muori, 50% e 50%, sempre meglio del 100% di sicura morte nel loro Paese. In fin dei conti rimanere nel proprio paese significa morire lentamente ogni giorno, mentre in mare, mal che vada, muori una volta sola. Ma almeno una probabilità, una speranza ce l'hai ed è proprio a quella speranza che Jonas si aggrappa. Ma la traversata non è mai priva di pericoli e il sogno di una vita migliore non è senza ostacoli. L'importante però è provarci. Se ti arrendi in partenza hai già finito di vivere. D'altronde...Sono i sogni che ti danno la forza di andare avanti.

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