Oneirofobia

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Apr 6, 2025
Il silenzio si addensa nella stanza, pesante come una coltre di nebbia. Le parole appena pronunciate sembrano sospese nell'aria, vibranti di un significato che va oltre il loro semplice suono. L'ultima volta ho provato ad addormentarmi. E ci sono riuscita. Ma svegliarmi... quella è un'altra storia. Il tempo si piega su se stesso nei miei sogni, distorcendo la realtà in un susseguirsi di immagini confuse, frammenti di qualcosa che somiglia alla vita, ma che ne è solo il riflesso spezzato. Le pareti cambiano forma, i volti si sfaldano in ombre, il respiro si fa pesante come se stessi annegando in un mare invisibile. "E quando ti sei svegliata? Come ti sei sentita?" Un sorriso sfiora le mie labbra, ma non ha nulla di rassicurante. "Non ho mai detto di essermi svegliata." Perché forse, in un modo che nessuno potrebbe capire, sono ancora lì. Bloccata in una dimensione senza confini, senza tempo, senza via d'uscita. Un sogno che non si spezza, un incubo che non si dissolve all'alba. E se non fossi mai davvero tornata?
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paura
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Non lo vedo da anni. Eppure, ogni volta che chiudo gli occhi, c'è ancora lui. Andrew. Il bambino con cui ridevo nel parco, che mi teneva la mano mentre parlavamo. Prima che i nostri genitori diventassero ostili tra loro. Prima che i miei mi sconsigliassero di rivolgere la parola a quella famiglia. Da allora il silenzio è diventato costante. Solo ricordi che mi tornano addosso quando meno me l'aspetto. E un'ansia che mi stringe lo stomaco ogni volta che penso a lui. Perché non so cosa succederebbe se lo rivedessi. Se mi guardasse. Se mi ignorasse. Lo odio per questo. Per il fatto che mi manca. Per il fatto che, anche dopo tutto questo tempo, il mio cuore batte troppo forte solo al pensiero del suo nome. Questa è la mia storia. È il mio cuore che grida in un silenzio troppo pesante. È la tensione di un amore che non posso mostrare, di un passato che non riesco a dimenticare, e di un futuro che forse non ci sarà mai.

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