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-il silenzio uccide

-il silenzio uccide

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jan 9, 2018
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Fiction
Mystery
Tagsstorie
Non capiamo l'odio che abita dentro di noi, ci vergogniamo dell'ignoranza che ci circonda. Ci nascondiamo dentro il nostro silenzio e il silenzio abita dentro di noi. Accettiamo l'amore per non dover cercare l'odio, pochi sanno come va il mondo. Senza la luce delle stelle, solo il fango rimane nelle pozzanghere. Non serve a niente cercare; rimarrà sempre il disordine. Non so che cosa sia, ma sento l'anima dentro... "Lei parla così ogni notte?" "Sì, ogni notte. Dottore, non ce la faccio più..." "Chi ha fatto la registrazione?" "Mia moglie, non lo sopporta più." "La capisco." "Ogni mattina la trovo in salotto, sul divano." "Capisco." "C'è qualche rimedio?" "E se andasse lei a dormire in salotto?" "Dottore, per cortesia." "Va beh, vediamo, prenda queste pillole, le faranno bene. Una sola, mi raccomando, un'ora prima di dormire." "Grazie dottore." - I sogni non ci feriscono; da svegli la vita è più pericolosa. Una lunga vita nel sonno, non c'è cosa migliore... "Mia moglie ha chiesto il divorzio, dottore." "Provi queste pillole; sono più potenti. Una sola, un'ora prima di dormire." "Grazie, dottore." - Dormo che è una delizia, dormire è il mio rifugio, dalla vita non c'è migliore scappatoia... "Queste sono ancora più efficaci, una sola però." "Grazie, dottore." - " " "Lei ha avvelenato mio marito!" "Mi dispiace Signora... insomma, suo marito si è tolto la vita." "L'ho esasperato, l'ho indispettito, l'ho scoraggiato, senza volerlo, senza saperlo, oh mio Dio." "Almeno ora può dormire in pace." "Chi? mio marito?" "Parlo di lei!" "Ho troppi rimorsi; mio marito mi manca tanto..." "Può sempre ascoltare le sue registrazioni." "Le ho cancellate." "Oh... peccato." "Sono così sola ora." "Prenda queste pillole. Una sola, mi raccomando, un'ora prima di dormire." "Grazie dottore." -parte 1
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Pur

La donna che amo... Ti chiedo di aver cura di lei. L'hai veduta oggi? Hai ascoltato il tepore della sua stanza ancora chiusa al mattino? Silenziosa magnolia mescolata a sfuggente marsiglia... Metallico acciaio intessuto di lino? E l'hai scorta, alla sera, mentre, assorta, osserva le ortensie fiorite al di là delle finestre della grande sala? E dunque alla fine è come se l'avessi portata con me in fondo, ogni giorno. Mentre cammino, mi sovviene d'osservare il cielo, da lontano si odono le strida dei gabbiani, lo sciacquio del mare e tornando con lo sguardo avanti a me, è come se lei fosse lì, soltanto che io sono mezzo passo dietro a lei... Mezzo passo dietro a lei... Scavare un pertugio temporale, complice la cronologia abbastanza stringente della storia originale, un tassello differente, più o meno plausibile, nella visione conosciuta e limpida, rimasta tale anche quando la mente ed i gesti dei protagonisti si sono avventurati per meandri oscuri. Una storia altra e forse scomoda, nulla di rassicurante, perché una storia rassicurante non serve a molto, solo a girare attorno al "non voler sapere", al "non voler sperimentare". "Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure", diceva la lettera. Seguiva poi un bellissimo racconto di avventure immaginarie, di viaggi e di fantasia. Elsi leggendo quelle parole suggestive che la rimandavano a luoghi lontani, si sentì immediatamente consolata. Alla fine lo scrittore le regalò una nuova bambola, chiaramente diversa da quella perduta. Ma il suo aspetto diverso venne giustificato da un biglietto: "I miei viaggi mi hanno cambiata". Qualche anno dopo, la bambina trovò un biglietto proprio dentro la sua bambola che diceva: "Ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa". Da "Kafka e la bambola viaggiatrice" di Jordi Sierra i Fabra

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