Il mio romanzo "Le Cronache di Robin l'incappucciato" presenta una particolare rivisitazione del leggendario eroe inglese di cui tutti quanti abbiamo sentito parlare. Identificata in moltissimi libri, film e ballate, oltre che in serie televisive (per esempio, "Once upon a time" o la serie tv della BBC). Molti hanno identificato Robin Hood come un nobile decaduto che cerca di riappropriarsi dei suoi diritti feudali attraverso la lotta contro l'usurpatore Giovanni Senza Terra e dei suoi scagnozzi, ma altri lo identificavano come un semplice contadinello che, stufo delle varie angherie, affronta i nobili e il clero, rischiando persino alla scomunica. Io invece, lo identifico come un personaggio particolare, pieno di intelligenza e molto coraggioso, che affronta i potenti malvagi e ingiusti (come i politici italiani), che tassando il popolo, si arricchiscono e vivono nel lusso più sfrenato. Il mio romanzo fa anche riferimento a momenti di attualità che avvengono tutt'oggi, ma che nessuno ha il coraggio di combatterli. Per esempio, molti scagnozzi del crudele tiranno Plantageneto sono: i soldati (identificati nella polizia corrotta di oggi), i nobili (i politici e gli avvocati corrotti che, stanno zitti e spennano il popolo), lo Sceriffo di Nottingham (il classico boss mafioso che fa quello che gli pare, ma avente anche lui delle incertezze e delle tentazioni). Ma come ho già detto, non siamo nella nostra epoca: anzi, siamo nel lontano Medioevo (tra il 1184 e il 1196). E ora, vi lascio. Buona lettura, giovane lettore.
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