La fortuna non esiste.
Almeno non secondo i risultati di una lunga, lunghissima ricerca sociologica di proprietà di una fissata con le sfere di cristallo, gatti neri e ferri di cavallo.
Lo dice perché lei, fortunata, non lo è mai stata. Nemmeno quando alla fiera di paese le hanno regalato un carlino strabico e brutto come la fame che, sfortunato lui, aveva una zampetta rotta. Avrebbe preferito il barboncino dal pelo bianco e morbido lì di fianco, o quel golden retriever biondo miele che, invece, è stato vinto da un tizio di mezza età (cosa se ne faccia un tizio di un cane del genere, per Camila è davvero, davvero un mistero irrisolto).
Non ha mai avuto una gioia in amore o nelle attività sportive, per non parlare delle amicizie che, volente o nolente, doveva far filtrare alla nonna. Altro che Felix Felicis, direte voi.
A differenza del suo fortunatissimo vicino di casa, probabilmente nato con la camicia. Lui si che non ha mai avuto bisogno della "fortuna liquida".
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