You are gold, baby. Solid gold

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Jan 27, 2018
Mancano quindici giorni per l'università, sto comprando mille vestiti, scarpe un po' di tutto. Ho molta paura che finisca in dormitorio, con una una ragazza che si ubriaca tutto il giorno. I giorni sono passati in un battito d'occhio,mi ritrovo a vestirmi velocemente, con mia madre che continua ad urlare il mio nome tutto il tempo, diciamo é una donna che vuole tutto sia perfetto. Saluto la mamma ed entro in università é molto più grande di quanto pensassi, ma sono molto felice di questa caratteristica ,così almeno non mi sentirò chiusa come in una normale scuola. Entro nell'aula mi siedo nella prima fila, ad aspettare i professori ,mi giro per cercare se c'è qualcuno, e vedo arrivare uno con gli occhi verdi brillanti, ha sul braccio un tatuaggio di una rosa. Hey calmati vacci piano dice il mio amichetto immaginario........
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Uno dei pochi ricordi che ho delle scuole elementari, è il mio nono compleanno. Era forse la terza o la quarta ora, e mancava l'insegnante. Nel pomeriggio mia madre mi avrebbe organizzato una festa a sorpresa, ma io non avrei dovuto sapere nulla. Stavamo ridendo e scherzando in gruppo quando, non so perchè, feci arrabbiare una mia amica e per dispetto mi disse >. Allibita, le chiesi quale festa e lei ancora più infuriata replicò >. Mi girai, seduta al mio banco e non dissi più nulla pensando alle sue parole. Io ho sempre odiato le sorprese. Ricordo che quel giorno faceva caldo e in aula c'erano le veneziane abbassate. Non filtrava molta luce e tra il buio, i miei pensieri e il caldo, all'improvviso svenni. Mi svegliai in un aula affianco alla mia, con l'insegnante di sostegno, la mia amichetta con cui avevo discusso e mia madre. Non seppi mai spiegare perchè successe ma tutt'ora, quando accumulo troppe tensioni mi capita di svenire. Al pomeriggio, la festa, la facemmo lo stesso e mi ricordo che è stata una delle più belle giornate della mia vita. Abbiamo mangiato, giocato, riso, parlato e alla fine, stremate, tutte le mie amiche se ne andarono a casa. Felice, ma stanca, ringraziai mia madre e andai a letto. Quelle amiche, una volta cresciute, non le vidi più tranne una: la mia amichetta con cui ebbi la discussione.

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