Rewrite the stars

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jul 24, 2018
Roxanne è una ragazza semplice: le piace ascoltare la musica al buio prima di addormentarsi, ammirare i paesaggi invernali, studiare l'abbigliamento della gente alla fermata dell'autobus, sentire l'odore delle pagine invecchiate e ingiallite dei libri e bere un earl grey senza zucchero prima ancora di alzarsi dal letto la mattina. O meglio ERA una ragazza semplice. Questo prima di incontrare Will, il suo futuro fratellastro. Colui che le scompiglierà la sua tanto e amata routine.
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Whitney ha solo 19 anni e fin troppe responsabilità per la sua giovane età. Il suo unico scopo nella vita è quello di riuscire a ritagliarsi un posticino fuori dalla sua piccola cittandina amish, in questo nuovo mondo che tanto riesce ad intrigarla. Perciò, quando le viene offerta la possibilità di lavorare in un Coffee Shop, frequentato assiduamente dagli studenti della NYU, la ragazza accetta senza batter ciglio. Non c'è nessuno che la metta in guardia sulle attenzioni indesiderate dei tanti studenti che si addentano in quel localino anche solo per ammirare la sua pelle diafana; così come non c'è nessuno che le sussurri parole di conforto quando qualche ragazzino tracotante si diverte a incuterle timore. Ma Whitney è quel tipo di persona che riesce a trovare un motivo per essere felice anche nelle cose più insignificanti. Tant'è che la sua fonte di sollievo principale consiste nel guardare di sottecchi, ogni giorno, l'unico ragazzo che non ha mai provato a prendersi gioco della sua ingenuità. Quel ragazzo è Justin, uno studente della NYU che si reca sempre in quel locale, per poi rintanarsi in un angolo, ordinare quantità abnormi di caffè e torta al cioccolato e dedicare la sua completa attenzione ai suoi libri. In una sera qualunque, improvvisamente, lo sguardo di Justin si posa finalmente su quella ragazza troppo timida per attirare di proposito la sua attenzione. E, come se fosse la cosa più naturale del mondo, la invita a sedersi accanto a sé. Non le dice niente di sé, se non il nome. Non le parla dei suoi problemi e non le confessa nemmeno di essere stato più volte ad un passo dalla morte per aver bevuto come un dannato. Non ammette di essere pentito per aver giocato a fare il bad-boy, pur di apparire più forte di quello che è realmente. Semplicemente tace e l'ascolta farfugliare cose senza senso, chiedendosi come si possa percepire l'infinità del cielo in un paio d'occhi scuri come l'ebano.

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