Nel sottosuolo la folla mi faceva paura e dopo aver finalmente trovato una via di fuga dalla metropolitana accadde che mi sentii talmente perduto che le gambe non vollero più saperne di reggere tutto questo. Barcollai qualche metro a destra. Cedetti. Cadendo finii per fare la conoscenza dei rifiuti di un cassonetto scassato che porta ancora il segno della mia schiena fissato dall'impatto. Lo stordimento mi butta a terra anche il morale, del resto la terra è fatta per questo, raccogliere le cose che sono state gettate via e tenersele finché ne ha voglia, ed io facevo pietà persino all'immondizia con tutte le mie ammaccature psicologiste. Ecco come venni al mondo una seconda volta: sporco, ricoperto di poltiglia nauseante, incapace di camminare, disperato, con le lacrime agli occhi. Questo è solo l'inizio di Victor ma anche la fine di Matthew. Quella parte di me che per dodici anni ha vissuto segregato in un attico di lusso, incatenato dall'amore di Nathan e dalla paura del mondo esterno. Grazie al mio genio e all'aiuto di un collettivo di hacker sono fuggito, seppure con il cuore spezzato, segnando la fine del mio legame con lui e assumendo una nuova identità. Adesso tocca a Victor riprendersi indietro l'esistenza che gli è stata negata e tornare ad essere un adolescente qualunque. Quello che mi domando è... se mai ce la farò.
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