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DAL ROMANZO: Quando sollevai lo sguardo mi voltai istintivamente verso Daniel. Mi stava guardando con un sorriso accennato sul volto. -Cosa c'è? Perché mi guardi?- chiesi abbassando la testa e continuando a guardare i ciottoli sul terreno. -Perché sei bella.- rispose lui con ovvietà. Sorrisi e scossi la testa. Dette da lui quelle parole sembravano avere un altro significato. -Smettila.-dissi imbarazzata dandogli un piccolo colpo con la spalla.Di solito non mi scioglievo con così tanta facilità davanti un complimento di un ragazzo, ma con lui mi veniva quasi naturale, come se le sue parole avessero davvero un significato e che quel significato contasse davvero qualcosa. Lui per un attimo barcollò poi sorrise di più senza smettere di guardarmi.-Cazzo, quanto mi piaci.-
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I cliché piacciono perché ci fanno sentire a casa. Ma questa storia? Vi ci porterà... per poi stravolgere ogni certezza. Sotto le apparenze si nasconde più polvere di quanto siamo pronti a vedere. E quasi nessuno è disposto a mostrarla. In rari casi, l'amore è abbastanza forte da far alzare la nostra maschera. Eppure in questo racconto, due si odiano, mentre gli altri non sanno di non poter stare insieme. Quando l'attrazione incontra il dolore... chi ne esce vincitore? Si avvicina pericolosamente a me. Quel suo dannatissimo profumo mi invade le narici, dolce e tagliente come una lama. «Scappa finché sei in tempo, principessa.» La sua voce è bassa, controllata, quasi studiata. «P-perché dovrei?» riesco a mormorare, cercando di non perdere il controllo. Lui sorride, lentamente, e risponde scandendo ogni parola: «Perché se restassi ancora un secondo davanti a me... farei cose che un principe non farebbe mai.» Inspiro a fondo. Non abbasso lo sguardo. «Io non voglio un principe. Voglio te.»

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