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WpMetadataNoticeLast published Sun, May 3, 2026
Si impara presto che il peso non è mai solo quello che solleviamo con le braccia, quello che riusciamo a misurare con i numeri o con la fatica dei muscoli. Esiste un carico diverso, più sordo, che si infiltra sotto la pelle e si deposita nelle giunture, tra i respiri strozzati e le parole che rimangono incastrate in fondo alla gola, proprio dove l'aria si fa più sottile. Ci si muove con cautela, come se il pavimento fosse fatto di vetro pronto a frantumarsi sotto il passo successivo, cercando un equilibrio precario tra quello che eravamo e quello che, per colpa di un istante, non saremo più. È una danza fatta di silenzi. Silenzi carichi, pesanti come piombo, che si distendono tra due corpi che si sfiorano senza trovarsi mai davvero, cercandosi nell'ombra di ferite che non appartengono a entrambi, ma che entrambi finiscono per abitare. È il calore di una mano che dovrebbe proteggerti e che invece ti lascia scivolare nel vuoto, distratta da un richiamo che viene da un tempo che credevi sepolto e che invece continua a spurgare, a contaminare ogni gesto presente. Costruiamo sui resti. Sulle rovine. Cerchiamo la salvezza nelle mani di chi è già devastato, convinti che due fragilità unite possano formare una forza, quando invece non fanno che approfondire il crollo. Non ci sono dichiarazioni, non ci sono promesse scritte nel marmo. Solo la tensione elettrica di un desiderio trattenuto, la paura di un futuro che sembra un vicolo cieco e quella strana, terribile necessità di essere visti proprio da chi ha gli occhi fissi altrove. È un lento attrito. Un logoramento necessario. L'amore non è una cura, qui. È solo il modo più crudele per scoprire che siamo fatti di pezzi che non combaceranno mai perfettamente.
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I Glacier Bay Wolves, la squadra di NHL dell'Alaska, hanno una tradizione fissa: il giorno prima dell'inizio della stagione vanno a Las Vegas per divertirsi e lasciarsi andare un ultima volta. Lauren Reed lo sa bene, non è il suo primo anno come fotografa della squadra e non è la prima volta che viene invitata a questi eventi informali. Lei e la sua migliore amica hanno un piano d'azione infallibile: una beve e l'altra resta sobria. Non vedo come la situazione potrebbe degenerare... vero? Basta un secondo di distrazione perché Lauren scompaia dentro un taxi. Il che non è un problema di per sé. Sono le tre del mattino, il mattino successivo bisogna prendere l'aereo per tornare a Juneau e la giornata è stata stancante - magari è tornata in hotel! Allora dov'è finito Chris O'Connor, il vice capitano che stava parlando con lei? Basta una notte per stravolgere la loro vita. Un anello messo per sbaglio e un errore che non può essere cancellato. Chris è in linea per diventare capitano, ha bisogno di stabilità nella sua vita. Un divorzio lampo rovinerebbe la sua immagine e la stagione della squadra. Lauren sta ancora studiando, se la verità venisse a galla perderebbe il lavoro prima ancora di laurearsi. Così firmano un accordo: restare sposati per un anno. Il tempo di una stagione. Il tempo di una laurea. Il tempo di non innamorarsi. Peccato che la squadra giochi spesso in trasferta. Peccato che gli hotel prenotino una sola stanza. Peccato che dormire nello stesso letto renda impossibile fingere. Tra partite perse, silenzi notturni e sentimenti che crescono lentamente, scopriranno che alcune regole sono fatte per essere infrante.

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