Quel sottile confine tra noi

Quel sottile confine tra noi

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WpMetadataReadComplete Tue, Apr 10, 2018
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Fiction
Fantasy
Mi capitava spesso di sognare ad occhi aperti una situazione particolare con un uomo d'altri tempi, dove la galanteria, la passione e il mistero si mescolano in un connubio di perfette sintonie. Questo era l'unico modo in cui vivevo ciò che nella realtà realizzavo fosse poco probabile: "i sogni". Forse pretendevo troppo, oppure non concedevo speranza a questi stessi di concretizzarsi nella loro semplicità cercando in ciò che mi mancava l'assoluta perfezione del mio pensiero. Eppure era così facile e veritiero ciò che vissi in quel sogno che ancora oggi lo vivo, ad occhi aperti... Prologo... L'aria gelida mi sferzava il viso come se mille aghi cercassero di penetrarmi nella pelle. Corsi, corsi fin quando il fiato me lo consentiva, avevo il cuore a mille e le gambe rifiutavano di fermarsi. Il terrore mi prese per la gola minacciando l'ossigeno già scarso per la frenetica fuga. Non vedevo nulla, correvo alla cieca in un ambiente oscuro ed estraneo. Ero consapevole che qualcosa mi inseguiva. La paura mi fece inciampare e per poco non caddi in quel fangoso suolo che inesorabile appesantiva i miei passi. Il suono di un respiro profondo, così vicino, lacerò la mia anima e la voglia di continuare quella corsa che sapevo non mi avrebbe portato alla salvezza. Urlai con quanto fiato avevo in corpo.
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Il gruppo di cavalieri si chiuse intorno a noi. Mi ritrovai nel mezzo, Aragorn, Gimli e Legolas intorno a me, il cappuccio calato sulla testa. Le lance furono puntate verso di noi. Il tutto si era svolto molto velocemente e senza ordini. Erano abili guerrieri. "Cosa ci fanno, due uomini, un elfo e un nano nelle terre del Mark? Parlate in fretta!" disse un cavaliere aggressivamente, facendosi avanti. Era alto e imponente nella sua armatura, una criniera bianca di cavallo gli adornava l'elmo. Doveva essere il capo. "Dimmi il tuo nome, signore dei cavalli e io ti darò il mio" rispose Gimli in perfetto stile nanico Il cavaliere non sembrò gradire. Scese da cavallo e facendo un passo minaccioso verso di noi disse: "Ti staccherei la testa dalle spalle, nano, se solo fosse un po' più alta da terra" Con un movimento fluido, così veloce da non riuscire a vederlo a occhio nudo, Legolas incoccò una freccia e la puntò dritta alla fronte dell'uomo. Le lancie dei cavalieri si strinsero intorno a noi. Lo spostamento d'aria del movimento fulmineo di Legolas aveva però fatto scivolare giù il cappuccio dal mio viso. Uno mormorio di sorpresa si diffuse tra i cavalieri e vidi gli occhi del loro capo spostarsi a studiarmi, nonostante la freccia puntata alla sua testa "Una donna?" #3 in rohan (8.5.23)

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