La nostra storia.

La nostra storia.

  • WpView
    Reads 8,592
  • WpVote
    Votes 182
  • WpPart
    Parts 28
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Fri, Apr 18, 2014
WpInfo
Non-Fiction
Io.. Io scriverò qui come se fosse il mio diario segreto. Pagine della vita di un adolescente in piena fase di autodistruzione. Bene.. Penso di diventare sempre più intollerante alla vita, giorno dopo giorno, oggi non ce l’ ho fatta nemmeno a mettermi un paio di cuffie e smettere di pensare. La musica.. mi ricorda lei. Sono uscita da scuola, e ho sperato seriamente che fosse li, per dirmi che era tutto un sogno. Sono rimasta con le bimbe di classe, ma nessuna, nessuna di loro è paragonabile anche solo per un dettaglio a lei. Quando se ne sono andate via tutte, mi sono sentita così sola, che l’ unica cosa che ho saputo fare era un giro in centro. Ho preso un pullman e sono arrivata in città , camminavo e piangevo, poi ho trovato un vicolo, mi sono accasciata per terra e ho cercato di domare il mio attacco di panico. Ho imparato che gli angeli non esistono, perchè mentre ero li da sola, per terra, speravo solo che arrivasse qualcuno a stringermi forte, e a dirmi che in realtà non stavo cadendo a pezzi. Ma nessuno si è fatto avanti, in conclusione, o non esistono o sono troppo al di fuori della mia portata. Mi manca, mi manca come mi mancherebbe respirare sotto acqua.
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Absence
  • Rinascere dalle proprie ceneri
  • Sognando l'Australia
  • Il viaggio dell'albatros
  • Diversamente Erkencikus
  • Gale-semplicemente io.    Vol 6
  • Oltre il Buio
  • Wherever You Are || Luke Hemmings
Absence

Ero caduta miliardi di volte ed era sempre stato più difficile per me rialzarmi, ma in un modo o nell'altro ci ero sempre riuscita grazie a me stessa. Mi ero sempre fermata prima di spingere la lama del temperino verso la profondità più pericolosa e letale del mio polso. Avevo osservato la strada attraversata dalle macchine in corsa parecchie volte dal terrazzo dell'ultimo piano del grattacielo dove abitava mia nonna. Mi appoggiavo alla ringhiera e guardavo la strada con i pugni chiusi lungo i fianchi, la testa bassa, i tagli sulla pelle, le nocche bianche, le lacrime agli occhi e la voglia di morire stampata in faccia, ma alla fine mi asciugavo le lacrime e mi costringevo a tornare dentro casa. 'Forse c'è ancora una speranza', dicevo a me stessa prima di crollare di nuovo, tornare su quel palazzo e ripetere sempre la stessa routine. [Story Of My Life]

More details
WpActionLinkContent Guidelines