crush, passion on the waves.

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    Capitole 2
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WpMetadataNoticeUltima publicare mie, iun 18, 2014
–“Senti Malik, falla finita oppur..”- non feci a tempo a finire la frase poiché mi ritrovai schiacciata alla superficie liscia e fredda del muro. –“Oppure?”- Cazzo. Il moro alzò le braccia, posando i palmi delle mani sulla parete, impedendomi così una possibile via di fuga. Cercai di non guardarlo troppo e tentai di spingerlo, pressando le mani sul suo petto. Oppose resistenza facendomi irritare ancora di più. Sbuffai spazientita. –“Ti da fastidio eh? Sai, oggi al servizio fotografico tremavi quando ho appoggiato le mani sui tuoi fianchi scendendo un po’ più giù. Sono certo che se adesso provassi a baciarti, moriresti tra le mie braccia. Scommettiamo?”- sussurrò poco castamente, avvicinando il suo viso al mio, facendo sfiorare i nostri nasi. –“Scordatelo”- sibilai fissandolo negli occhi, per poi rivolgere lo sguardo sulle sue labbra. –“Vuoi provare?”- continuò sogghignando. –“Ho detto scordatelo.”- “Zayn!”- la voce di Bridget giungeva ovattata dalle scale, segno che stava salendo al piano di sopra. Sia io che il moro ci voltammo istintivamente di lato, spalancando gli occhi. –“Vai! Vai da lei. La tua troietta di turno ti sta aspettando.”-
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M’accostai al lavello posto sul bancone di dirimpetto all’isola che faceva anche da tavolo, sfilai delicatamente un bicchiere dalla credenza e lo riempii d’acqua; la bevvi tutta d’un sorso, poi ne presi un altro e, tra lo scroscio dell’acqua, sentii una porta aprirsi, ma continuai nel mio intento. Rimasi tuttavia sorpresa quando dovetti constatare che non era Joy, ma Calum, che teneva lo sguardo basso e la mandibola costantemente chiusa in una smorfia di dolore e rabbia; aprì il frigo e vi frugò dentro, facendo strusciare i ricci sconvolti contro il legno dell’esterno. Si girò, probabilmente per essersi sentito osservato, e mi guardò con sguardo impassibile, fermo e piatto come la secca che sta in mezzo al mare. Fui sul punto di parlare, giusto per presentarmi, ma lui mi precedette. “Che cazzo ti guardi?!” disse senza neanche un minimo di vergogna. ** “Che cazzo ti guardi tu, stronzo!” pensai nella mia testa, girandomi vorticosamente tra le coperte. Gentile, educato, modesto, calmo e simpaticissimo! “Sì, come un tacchino che ti morde il culo guarda!” mi ritrovai a borbottare tra me e me,contestando ardentemente la frase di Joy.

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