Vola via se il vento soffia

Vola via se il vento soffia

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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione sab, ago 11, 2018
Skyler è una ragazza di vent'anni che alterna la sua vita tra la prestigiosa università di Princeton e il Barney's, una pasticceria da sogno, in cui lavora per coprire la retta degli studi. Ama la vita e ha tanti sogni, ma ancora non ha realizzato nulla di concreto. Quando, una mattina, quasi per caso, apre un blog e scopre un modo tutto suo per raccontarsi. In un mondo in cui l'apparenza è tutto, specialmente nel web, ed in cui le persone idealizzano le vite perfette degli altri, che, nella vita vera, sono tutt'altro che perfette, Skyler troverà il suo angolo in cui dire la sua. Ma tra un paio di occhi grandi e tante lentiggini che le scombineranno i piani, Sky capirà finalmente che spesso le cose più importanti non sono quelle che vediamo dall'esterno e che ammiriamo, ma invece, quelle che viviamo tutti i giorni, i desideri che abbiamo, e i cieli che guardiamo. E che se ogni tanto il mondo ti fa paura, si può anche volare via.
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Whitney ha solo 19 anni e fin troppe responsabilità per la sua giovane età. Il suo unico scopo nella vita è quello di riuscire a ritagliarsi un posticino fuori dalla sua piccola cittandina amish, in questo nuovo mondo che tanto riesce ad intrigarla. Perciò, quando le viene offerta la possibilità di lavorare in un Coffee Shop, frequentato assiduamente dagli studenti della NYU, la ragazza accetta senza batter ciglio. Non c'è nessuno che la metta in guardia sulle attenzioni indesiderate dei tanti studenti che si addentano in quel localino anche solo per ammirare la sua pelle diafana; così come non c'è nessuno che le sussurri parole di conforto quando qualche ragazzino tracotante si diverte a incuterle timore. Ma Whitney è quel tipo di persona che riesce a trovare un motivo per essere felice anche nelle cose più insignificanti. Tant'è che la sua fonte di sollievo principale consiste nel guardare di sottecchi, ogni giorno, l'unico ragazzo che non ha mai provato a prendersi gioco della sua ingenuità. Quel ragazzo è Justin, uno studente della NYU che si reca sempre in quel locale, per poi rintanarsi in un angolo, ordinare quantità abnormi di caffè e torta al cioccolato e dedicare la sua completa attenzione ai suoi libri. In una sera qualunque, improvvisamente, lo sguardo di Justin si posa finalmente su quella ragazza troppo timida per attirare di proposito la sua attenzione. E, come se fosse la cosa più naturale del mondo, la invita a sedersi accanto a sé. Non le dice niente di sé, se non il nome. Non le parla dei suoi problemi e non le confessa nemmeno di essere stato più volte ad un passo dalla morte per aver bevuto come un dannato. Non ammette di essere pentito per aver giocato a fare il bad-boy, pur di apparire più forte di quello che è realmente. Semplicemente tace e l'ascolta farfugliare cose senza senso, chiedendosi come si possa percepire l'infinità del cielo in un paio d'occhi scuri come l'ebano.

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