I have seen you

I have seen you

  • WpView
    Reads 809
  • WpVote
    Votes 68
  • WpPart
    Parts 14
WpMetadataReadMatureOngoing
WpMetadataNoticeLast published Tue, Dec 11, 2018
"Ti ho vista. Non ricordo nemmeno dove. Stavi cantando, credo. Eri solo tu, in un'altra dimensione, oltre una porta immaginaria. Tu mi hai dato la chiave per entrare." "Ti ho visto. Non ricordo dove. Stavi suonando, credo. Eri solo tu, in un'altra dimensione, oltre una porta immaginaria. Tu mi hai dato la chiave per entrare." ~Placideb~ ❤️
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Little Kore - Anatomia disallineata del desiderio
  • Scambio di letture (Chiuso)
  • Made in Heaven
  • Let me love you.  || Cameron Dallas. ( #Wattys2016 )
  • 7 Minutes in Heaven, But it's 7 Days in Florida (DNF) || Traduzione Italiana
  • Shisen
  • Slaves of Darkness || Ziam
  • I meet you in my dreams
  • ℭ𝔯𝔞𝔷𝔦𝔢𝔯 𝔱𝔥𝔞𝔫 𝔪𝔢 (Jeffxoc)

"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

More details
WpActionLinkContent Guidelines