Kazoku Weather Ring

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WpMetadataNoticeDernière publication lun., juil. 2, 2018
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Fanfiction
Dimenticate tutto quello che sapete sulle Pretty Cure: niente cattivi che vogliono conquistare il mondo, niente principesse o regine in pericolo, niente folletti che donano poteri alla prima bionda/rosa di passaggio... ma una semplice scuola media che, ereditata dalla pro-pro-pro-pro-nipote del suo fondatore, rivelerà un segreto che risale agli albori della creazione dell'Universo. Sette Anelli per sette ragazze che, sulle proprie spalle, prenderanno il potere di proteggere sé stesse e ciò che hanno di più caro. Tra battaglie all'ultimo respiro e problemi di tutti i giorni, impareranno a crescere e conoscersi diventando, contro ogni aspettativa, non più un gruppo di amiche... ma una famiglia. ✨✨✨ {Scritta a quattro mani con bambolinarossa98}
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#310
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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