Preoccupati e soffri due volte [COMPLETA]

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Wizarding World: Fantastic Beasts
Dove eravamo rimasti? Oh, sì! A quel bizzarro Magizoologo con la valigia piena di creature magiche che lasciava New York e... ah sì! Quel Babbano (o No-Mag, se preferite) che si toccava la ferita sul collo...l'ombra di un ricordo. E quelle due sorelle? Oh, giusto. Una di loro ha riacquistato il suo lavoro di Auror e l'altra è andata a trovare il suo amore... Ah e poi c'era quel Mago Oscuro, come l'avevano chiamato? Grindelwald, ecco. Era appena stato imprigionato, sbaglio? Beh, ecco cos'è successo dopo... From the Wizarding World of J.K.Rowling 8/07/2018: 11ª in Albussilente 28/07/2018: 22ª in JKRowling 4/08/2018: 7ª in Albussilente 6/08/2018: 2ª in Newtscamander 21/08/2018: 5ª in JKRowling 17/08/2018: 3ª in Albussilente 18/09/1028: 2ª in Newtscamander
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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