Un amore Impossibile

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Oct 29, 2015
-Ti odio- urlai. Lui sorrise, alzò impercettibile l'angolo destro della bocca, i suoi occhi si chiusero appena. -Che ridi idiota?- Fece spallucce, quasi a prendermi per il culo. Strizzai gli occhi, furiosa. Lo odiavo. Lo odiavo. -Sei uno stronzo!- urlai di nuovo. Lui si fece serio, mi inchiodò con lo sguardo al muro, dio quanto era sexy. Deglutii, spalle al muro. -Mi odi eh...?- farfugliò tra le labbra, avvicinandosi. Mi baciò forte. -Io ti amo, come la mettiamo adesso?- sussurrò sulle mie labbra...................
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Quante volte si era creata una pericolosa vicinanza dei nostri volti, con i respiri uniti nello scorrere delle parole, delle risate, degli sguardi d'intesa. Quante volte, quando un attimo di silenzio fra le nostre frasi pareva divenire un'eternità avevo pensato: "ora la bacio". In quei momenti i nostri occhi si incontravano, entrambi pareva fossimo consci di ciò che stava per accadere, ineluttabile come il sole che lentamente si spegneva alle nostre spalle cedendo alle ombre soffuse del tramonto, creando un'atmosfera intima e complice all'interno dell'auto. Poi quell'attimo fuggiva e non accadeva nulla, si dissolveva come un pensiero sconveniente, di cui ci si pente nello stesso momento in cui sorge. Restava in bocca la sensazione sgradita d'una medicina dal sapore amaro, ingoiata conto voglia, sapendo di non poter fare in modo diverso. Nel salutarci, lei mi sfiorava la guancia con un bacio rapido e innocente, o la carezza lieve della mano, poi apriva la portiera e usciva per raggiungere la sua auto più avanti nella via. Restavo a guardare la sua figurina allontanarsi con l'ombra lunga della sera che anticipava i suoi passi. Le tempie mi pulsavano: "Ti amo Martina" mi dicevo in silenzio, con dentro un languore dolente e freddo. Rimasto solo, inspiravo a occhi chiusi la sua essenza che ancora albergava in macchina nella fragranza lasciata dal suo profumo.

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