Non ti dico il mio nome.

Non ti dico il mio nome.

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Feb 1, 2019
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Non-Fiction
Tagsstory
La chiamavano "La ragazza senza un nome" vi starete chiedendo il perchè... bhe... probabilmente per il fatto che se qualcuno la chiamava... o almeno ci provava. Non aveva mai lasciato sfuggire un fiato. non si era mai lasciata sfuggire una parola, una lettera, una sillaba. Non si saoeva dove fossero i genitori, probabilmente morti. Ma chi poteva sapere cosa le passava per la testa! Forse aspettava solo il momento adatto, lì su quel marciapiede, con una sigaretta in mano, gli occhi spenti, e i centesimi che lasciava la gente che passava di lì e la guardava, si fermava a fissarla, e poi dopo qualche minuto frugavano nelle tasche, e afferravano 10 o 20 centesimi e li lasciavano cadere affianco a lei.
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LA TABAGISTA ALCOLIZZATA, la storia di Lele, una lella. Bevo e fumo a spese degli altri. Vivo d'insonnia in notti vagabonde, sul ricordo di ricoveri ricchi di storie d'amore che mi hanno cambiato la vita, impresse sulla mia pelle in venti e più tatuaggi dedicati. Questa è la storia di quei tatuaggi, di quei ricoveri, di quelle fughe alcoliche e dei miei vagabondaggi senza meta, a caccia di un perché. Botte e lacrime inespresse, sorrisi dipinti di libertà e di una voglia di vivere sepolta da una malattia mentale spinta al suicidio, sulla scia di lutti e abbandoni, una gioventù senza dimora, uno sbronzo delirio disperato fra senzatetto e cartocci di vino, una femminilità perduta utopica, nel cuore di una ragazza che non è in grado di convivere con se stessa, sempre in cerca di qualcuno, in un'illusoria solitudine della sua testa, fra mille disavventure del quotidiano che non conosce routine. Uno sbaraglio senza fine, il naufragio delle sue speranze col sogno di un amore perduto nel viaggio di disintossicazione che lei non è riuscita ad affrontare. Un flusso di coscienza miserabile, al respiro di una sigaretta sul davanzale, in una notte interminabile aspettando un'altra alba senza Zeno.

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