I shouldn't be loving you

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Salve bellezze, questo è un piccolo racconto che ho scritto ad ottobre, credo, per un compito scolastico, e ho pensato "perché non postarlo qui?" È uno dei miei preferiti, poiché ho dato il mio massimo, cercando di non dare dei "pronomi" all'altra persona, di cui, nella storia, mi sono follemente e erroneamente innamorata, ho quindi cercato di non darle un genere, tentando di sottolineare quanto l'amore sia uguale e profondo, e che qualsiasi persona può rappresentarlo al massimo. Scusatemi se non sarà il racconto migliore che abbiate mai letto, ma ci ho provato. DALLA STORIA: «Date parole al vostro dolore, altrimenti il vostro cuore si spezza.» sorrise, afferrando finalmente (mi ritrovai a pensare), la mia mano. Sorrisi anche io, mossa che apparve quasi sconosciuta alle mie labbra, abituate a fingere gioia. «Hai appena citato Shakespeare, non è vero?» ridacchiai, felice, non tralasciando un pizzico di nostalgia. Tutto quello sarebbe dovuto terminare al più presto. Non sarebbe potuto andare così. Era talmente errato. «Ho appena citato un uomo, occhi belli, che, al contrario di quello che molti pensano, non si faceva scrupoli ad essere se stesso, a commettere pazzie, ad essere pazzo.» Mi sorrise, con tristezza, che in quel momento, ai miei occhi fasulli, parve pena.
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Su Amazon e vari store online. Quella fottutissima pioggia, quella maledettissima voglia di restare lì in piedi in mezzo a quel temporale anche a costo di inzupparmi completamente i vestiti, o anche solo per farmi venire qualcosa. Ho sempre amato la pioggia, ma in quel momento la odiavo. Ciò che amavo era lei. Lei per me era tutto, e poco a poco quel tutto divenne indispensabile. Era più forte di me, era qualcosa che non riuscivo a controllare. Era amore. Amore sbagliato e malato, come dicevano tutti, ma l'amore non poteva essere qualcosa di così terribile. Vedevo coppiette innamorate scambiarsi segni d'affetto di continuo e nessuno gli diceva nulla, ma erano coppie etero, loro erano "normali", loro potevano tutto. Io non potevo nemmeno tenerle la mano, sfiorarle i capelli, guardarla semplicemente fisso negli occhi, perché la gente avrebbe parlato, ci avrebbe giudicate. Ma a chi fregava davvero l'opinione della gente?? ... A me!! Ero una stupida, mi sentivo una stupida!! Rovinare la mia vita, la mia felicità, per far stare tranquilli gli altri e far star male la persona che amavo. Mi odiavo, cazzo se mi odiavo!! Pregai in un fulmine, uno potente, che mi cadesse sulla testa, che mi uccidesse all'istante, ma non ero così fortunata. Al suo posto arrivò lei... ***Sequel: "Ascoltami" e "Dopo di te..."***

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