Firefighters » Liam Payne

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«Tu tratti me come se fossi stupido» dissi di getto, senza realmente collegare le cose. Jo si voltò istantaneamente verso di me corrucciando le sopracciglia. «Cosa vuoi dire?» chiese piano. «La foto» dissi guardandola mentre, adesso, era come se si fosse pentita di essere venuta qua. «Perché hai tenuto quella foto? È importantissima per me, la vorrei indietro» dissi stizzito. Si allontanò dal piano cucina, si avvicinò al suo zaino e tirò fuori il portafogli. Da lì, uscì la mia foto che poggiò sul tavolo. «Non l'ho tenuta perché volevo privartene, ma ne ho anche una io a casa mia» disse senza guardarmi. Sollevai lo sguardo su di lei. «Cosa?» chiesi quasi senza fiato. «Come fai ad averne una? L'abbiamo solo io e un'altra....» persona. Avrei voluto dire un'altra persona ma non riuscì a finire la frase. Jo sospirò a fondo, passando le mani sul viso. «Quella foto è nella camera da letto di mio padre» disse senza guardarmi. «In una cornice blu, vicino ad una fotografia mia.» sussurrò piano. «Mio papà è il capo della Caserma 51 dei Vigili del Fuoco di Chicago» In quel momento l'aria mi mancò, chiusi gli occhi forte come se avessi preso un pugno in pieno stomaco. Mi sentì per un attimo di nuovo sul campo, quel fatidico giorno, quando un esplosione mi fece volare di qualche metro. Mi sentì triste, tradito per la prima volta come mai era capitato prima. Mi sentì vuoto. Iniziata: Conclusa: Tutti i diritti riservati.
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#27
gigi
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Ero solo una bambina quando strapparono la vita di mia madre davanti ai miei occhi. Il colpo di pistola ruppe il silenzio della sera come un urlo lancinante e lei cadde a terra, spezzata come un fiore fragilizzato dal gelo. Rimasi immobile, prigioniera del terrore, mentre il suo sangue si mischiava al fango. Quello stesso giorno maledetto tornai a casa frastornata e confusa, e scoprii un'altra ferita che prese a bruciare dentro di me: avevano portato via anche mio padre. Le colonne portanti della mia infanzia erano crollate in un solo attimo. Mio padre veniva portato via in una macchina scura con luci intermittenti; per anni l'ho visto solo attraverso un ricordo offuscato, Di mia madre, invece, rimanevano soltanto le ombre che mi inghiottivano nella mia camera buia. Eppure, non ero veramente sola. Accanto a me c'erano i miei due fratelli maggiori, come sentinelle silenziose. Loro si sacrificarono per crescermi, respingendo ogni brandello di quell'oscurità e proteggendomi dagli orrori che ancora sarebbero venuti a galla. Con il passare degli anni, ogni frammento doloroso si posizionava al suo posto, e cominciai a intravedere il quadro completo di quella terribile verità. Ma rimaneva un unico dubbio a divorarmi l'anima: l'ultimo tassello mancante, l'unico segreto capace di completare il mosaico del mio destino. ⚠️questa storia contiene scene esplicite di violenza, linguaggio non adeguato ai minori e soprattutto cattiva condotta. Non intendo normalizzare le cose che fanno i ragazzi, mi dissocio da ogni tipo di atteggiamento politicamente scorretto. ⚠️ Detto questo, sedetevi e leggete. Si parte per un viaggio di non ritorno per la psichiatria. [Primo della trilogia]

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