"Smettetela di bullizzarci solo perché vi sentite grandi e fighi, sembrate solo più stupidi. É raro trovare ragazzi "grandi" gentili con i più piccoli, e non dovrebbe. Abbiamo sconfitto il razzismo anni fa, e anche se questa non é la stessa cosa, ancora non riusciamo ad ambientarci tra di noi, a mischiarci, a vivere insieme in pace, a non guardare le differenze tra di noi, i difetti."
Non aveva più il coraggio di guardarmi negli occhi, mentre io finalmente ero riuscito a sentirmi fiero di me, dando voce ai miei pensieri.
"Solo ora che sono diventato "quasi popolare" mi consideri? Vergognati."
Detto questo mi alzai dolorante, e uscii, ignorandolo ed essendo felice del fatto che finalmente ero riuscito a parlare con Magnus Bane senza balbettare.
Magnus aveva la terribile abitudine di non memorizzare i numeri in rubrica.
Non se ne era mai preoccupato più di tanto, liquidando sempre la faccenda con una scrollata di spalle fin troppo teatrale.
Un giorno però sbaglia numero di telefono e si imbatte in uno sconosciuto dall'aria interessante.
Cosa succede quando una telefonata - apparentemente - sbagliata si rivela essere quella che state aspettando da tutta la vita?
Magnus sta per scoprirlo.
ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO:
Magnus rimase di nuovo in silenzio "allora chi sei?" indagò
"Alec" gli rispose genuinamente
L'uomo - non tanto più - sconosciuto trattenne il respiro "quello era davvero il tuo nome?"
"Così dice il mio certificato di nascita"