He Wolf / Larry Stylinson

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Feb 9, 2021
"lupo" "non chiamarmi lupo!" sbottó Louis prendendo il più piccolo per il collo e sbattendolo al muro. "mi sa che questo soprannome non ti piace proprio, eh" disse Harry con il fiato corto, ma riuscendo, comunque, a imitare un tono sarcastico. Il più grande, lo lasciò, facendolo cadere per terra, con un tonfo e un gemito di dolore. Ma si tranquillizzó solo dopo aver sentito prendere un profondo respiro da Harry, e il suo cuore tornare a battere regolarmente. "allora? Non rispondi, LUPO?" scandì per bene l'ultima parola, e sul suo volto spuntò un ghigno spettacolare. Voleva sfidarlo, voleva vedere quanto riusciva a tenere la sua corazza unita. Voleva rompere quella corazza, voleva vedere il vero Louis. Il sottoscritto, si rigiró, chiudendo gli occhi a due fessure, che ben presto divennero rossi. Dentro di sé, poteva sentire chiaramente il suo lupo che scalciava per poter rendere Harry, finalmente suo. Ma come avrebbe reagito il più piccolo? L'avrebbe accettato? Ci avrebbe provato comunque a costo di ricevere un rifiuto. "e va bene, te la sei cercata" disse con un ghigno malizioso e le pupille già un po' dilatate per l'eccitazione.
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"Mi va bene chiamarti piccolo e basta. Giuro. Non sono un pazzo pervertito." "Okay... daddy?" "No. È inquietante." "Okay, solo piccolo allora." "Solo piccolo. Tu puoi chiamarmi semplicemente Lou." "Lou... mi piace." "Bene. Non vedo l'ora di scoparti." "Allora accelera con questa macchina" disse Harry, alzando gli occhi al cielo. Louis fece come detto, senza ribattere, e posò una mano sulla coscia del più piccolo. "Alla fine eri davvero gay, però" aggiunse dopo poco. "Già. Molto gay." Il più grande scosse la testa, ridacchiando, e premette di nuovo il piede sull'acceleratore. Harry odia le cene del partito di suo padre a cui è obbligato a partecipare da quando è bambino. Ha anche un brutto ricordo, di una di quelle cene di tanti anni prima, ossia un ragazzino poco più grande di lui che gli ha tirato i capelli e l'ha fatto piangere. Un ragazzino che sarà anche alla cena di quella sera e che, in realtà, Harry non ha mai dimenticato. E viceversa, ovviamente.

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