Affidati ai tuoi occhi

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*ONE SHORT* Otto Dix è un'insegnante di arte all'accademia di Dresda; un uomo dal sorriso dai tratti perfetti e la mascella intagliata dai dolori di una vita. Se c'è una cosa sola che gli permette di scappare dalla realtà, dai suoi ricordi crudi e a momenti anche da se stesso, quella è l'arte. Il suo pennello è la sua arma da fuoco. Siamo nel 1933, nella Germania di Hitler. 1933 Anno in cui succederanno cose molto importanti: una tra queste sarà l'incontro di Otto con una signorina. Colei che lo colpirà appieno, forte e decisa, come un onda che si scaglia tra rocce. Si siederà in lui senza permesso e inizierà a leggere i suoi pensieri, le sue incertezze e tutto ciò che concerne il suo essere.
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La matita scorreva sul foglio e assumeva pian piano una forma sotto i miei occhi. Bianco e nero. Non pensavo quando disegnavo, non lo facevo mai, e mi ricordava lui, in modo indissolubile. Mi allontanava da tutto il peggio che c'era, quanto di piú sbagliato esistesse tra di noi. Da quando lo conoscevo avevo ormai dimenticato cosa volesse dire disegnare qualcosa che non fosse stato lui. Avevo impresso nella mente il verde dei suoi occhi e l'avevo lasciato ovunque. Sui fogli, sui muri, sui marciapiedi. Ovunque. La matita scorreva e mi portava in un mondo che potevo decidere io, e in quel mondo, il mio, c'eravamo io e lui a toglierci il grigio da dosso e a colorare i resti della nostra vita. Diversi, é così che ci giudicavano, diversi ma fottutamente uguali. E io lo odiavo, e poi lo amavo, cosí interrottamente e incondizionatamente che avevo perfino paura di me stessa. Lui mi buttava giú, mi trascinava in fondo al mare, negli abissi, ma poi mi salvava ed era la mia ancora di salvezza.

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