Sempre più fragile

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WpMetadataNoticeLast published Mon, Sep 10, 2018
⚠️ATTENZIONE⚠️ I contenuti della storia sono molto espliciti in quanto presi dalla cruda realtà con tanto di scene impressionabili pertanto potrebbero disturbare le persone molto sensibili. "Ancora meno, avanti ancora meno" ripete il mio cervello, "avanti so che ce la puoi fare, lo devi dimostrare a te stessa". Più lo penso e più mi convinco che quello che sto facendo sia la cosa giusta: ridurre le 500 kcal a 200. Mi volto verso lo specchio prima di avvicinarmi alla tazza del water per "purificarmi" di quel grasso che ormai è solo pelle e ossa ma che ai miei occhi sembra ciccia. Alzo gli occhi e vedo una figura esile e mingherlina, con i capelli castani smorti e quel visino scavato che un tempo era pieno e roseo ma ora color giallognolo tendente al bianco e quelle labbra che fino a un anno fa erano color rossiccio, e che ora si riducono a essere due fessure screpolate e pallide. Distolgo lo sguardo disgustata e mi avvicino alla tazza camminando sopra il tappeto del bagno. Un solo passo, poi la mia schiena contro il pavimento, la mia testa a terra dopo aver sbattuto contro il cesso, le braccia e le gambe che schioccano contro il marmo ghiacciato e poi tutto buio, come se fossi arrivata all'inferno per davvero anche se c'ero già e poi finalmente una luce....
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Ho provato e ho fallito. Sono caduta e mi sono rialzata. Mi sono fatta male e mi sono curata. Sto vivendo ma è come se non ci fossi. Mi guardo allo specchio e quasi quasi non vedo me riflessa su di essa. Cammino tra la gente nonostante mi sputano addosso parole pesanti. Fisso, osservo ma non giudico. Sembra che conoscono più gli altri che me stessa. A momenti potrei diventare la ragazza perfetta per quegli insulti. Ogni scelta, ogni pensiero mi portano ad una strada diversa ogni volta. Pianti, urli tra quattro mura descrivono veramente la vera me. Tutti quei "desidero", tutti quei "se solo fossi" e tutti quei "credo" ormai fanno parte della mia vita quotidiana che non so quando potrebbe finire. Sembro appesa in un filo sottile sottile che, lentamente, mi taglia la gola lasciando cadere le gocce di sangue sul pavimento freddo della stanza. Respiro, almeno cerco di respirare ma l'aria è come se iniziasse a mancare. Ossigeno. Avevo bisogno di ossigeno. Ps. SCUSATE PER GLI ERRORI

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